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Nuovo piano della rete scolastica in Sicilia, protesta dei sindaci delle Madonie

L’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla emana il decreto di approvazione del piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica siciliana e subito scattano le proteste di sindaci e famiglie.

Ieri a Scillato, piccolo centro delle Madonie che conta poco più di 600 anime e 55 alunni iscritti nel primo ciclo di istruzione, è scoppiata la disapprovazione che ha visto coinvolte anche le famiglie. Gli studenti hanno disertato le lezioni e un sit-in ad oltranza è stato avviato dinanzi l’edificio scolastico.

Il motivo dello scontento generale è l’accorpamento della scuola di Scillato al neo istituto comprensivo di Collesano, con il conseguente smembramento del comprensivo Oddo di Caltavuturo che dal prossimo anno scolastico gestirà soltanto il plesso di Sclafani Bagni. Un cordone ombelicale che è stato bruscamente tagliato, pregiudicando un’originale identità territoriale consolidata da oltre un ventennio.

“La protesta – annuncia il sindaco scillatese Giuliano Cortina – non si fermerà fin quando non saremo convocati dall’assessore Lagalla, e dai presidenti della Regione e dell’Ars”. Dall’assessorato regionale alla Pubblica istruzione precisano che “la recente richiesta di riaccorpamento da parte del Comune di Scillato all’originario istituto comprensivo Oddo di Caltavuturo non è stata accolta perché pervenuta in ritardo, quando l'accesso al Sistema informatico ministeriale, per la configurazione della rete scolastica 2021-2022, era stato definitivamente chiuso”.

“Nonostante ciò – afferma l'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla - l'assessorato regionale non mancherà di fornire rassicurazioni in ordine alla possibilità che la materia possa essere rivalutata in occasione del successivo e imminente aggiornamento del piano di dimensionamento scolastico regionale.  Posso assicurare – prosegue l’assessore - che eventuali disagi, derivanti dalla sopravvenuta situazione, peraltro originariamente proposta dalla stessa amministrazione comunale di Scillato nell'ambito della più generale intesa madonita, potranno essere rappresentati a me. Mi rendo disponibile a limitarne l'eventuale impatto di tipo organizzativo e funzionale".

La protesta potrebbe allargarsi a macchia d’olio sulle Madonie. L’istituto comprensivo di Petralia Sottana è stato soppresso e le sue scuole confluiranno in quello di Petralia Soprana che accoglierà anche i plessi del primo ciclo e dell’infanzia di Blufi e Bompietro. Lunedì alle 15 tutti i sindaci dell'hinterland madonita si riuniranno in modalità on line per dibattere la questione e decidere quali iniziative comuni intraprendere per convincere l’assessore regionale Lagalla a rivedere il piano.

A Palermo sono stati soppressi i comprensivi “Karol Wojtyla” e Arenella che insieme costituiranno una nuova istituzione scolastica, mentre il “Nuccio Verga” sarà aggregato al comprensivo “Lombardo Radice Mazzini” e Ustica all’ I.C. di secondo grado “Falcone”. Nella provincia nascerà un nuovo istituto superiore con sede a Caccamo. Ciò consentirà al locale plesso di Scienze umane di staccarsi dal liceo classico “Ugdulena” di Termini Imerese. Il comprensivo di Castellana Sicula concentrerà le scuole del primo ciclo e dell’infanzia di Castellana Sicula, Alimena e Polizzi Generosa, quello di Gangi con Geraci Siculo, mentre Castelbuono accoglierà Isnello. Le scuole di Lascari continueranno a dipendere da Campofelice di Roccella, mentre quelle di Aliminusa e Sciara da Montemaggiore Belsito, San Mauro Castelverde da Pollina. L’istituto comprensivo “Botta” di Cefalù concentrerà le scuole del primo ciclo e dell’infanzia dei Comuni di Cefalù e Gratteri.

Nelle interviste: Giuliano Cortina, sindaco di Scillato; Francesca Quagliana, uno dei genitori che ieri ha protestato; Giuseppe Solazzo, sindaco di Sclafani Bagni

© Riproduzione riservata

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