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Sicurezza nei tribunali, confronto a Palermo - Video

PALERMO. Magistrati e avvocati palermitani si sono incontrati questa mattina nell'aula magna della Corte d'appello del tribunale di Palermo per discutere dei problemi della sicurezza nei tribunali, tornati d'attualità dopo la strage di Milano. L'iniziativa è stata organizzata dall'Ordine dei legali, dalla Corte d'appello e dalla Procura generale. Per consentire la più ampia partecipazione è stata disposta anche la sospensione delle udienze per la durata dell'incontro.

Alla manifestazione presente, tra gli altri, il procuratore aggiunto Leonardo Agueci che ha parlato dei rischi legati non soltanto alla sicurezza “fisica” nei confronti dei magistrati ma anche del rapporto dei cittadini con la giustizia.

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“Al tribunale di Palermo – ha detto - la sicurezza è da tempo una priorità ma questo non ci deve tranquillizzare perché ci sono delle motivazioni più profonde, emerse nella vicenda di Milano. La sicurezza è legata al rapporto che i cittadini hanno con la giustizia. Importante il messaggio che ha lanciato ieri il presidente Mattarella che ha fatto riferimento al sostegno alla magistratura che deve arrivare da parte di tutti. Milano – ha aggiunto Agueci - insegna che anche i magistrati che esercitano funzioni apparentemente prive di rischi, in realtà possono correre dei pericoli. Il problema adesso deve essere affrontato in modo globale”.

IL MESSAGGIO DI CORDOGLIO. "I magistrati della Procura di Palermo ricordano con infinito dolore il giudice Fernando Ciampi, caduto nel corso - e a causa - dello svolgimento del proprio dovere e condividono con commozione il lutto dei colleghi di Milano così drammaticamente colpiti". Lo scrive la Procura di Palermo, in una nota, con riferimento ai fatti di Milano. "Esprimono anche il loro profondo cordoglio per tutte le vittime dei tragici fatti del Tribunale di Milano - prosegue la nota - e rivolgono piena solidarietà ai feriti e a tutti gli operatori della giustizia, che in quella sede svolgono il loro impegno quotidiano".    I magistrati "manifestano sconcerto per l'incredibile sequenza dei fatti e forte preoccupazione per la sicurezza dei luoghi in cui viene esercitata la giurisdizione e ricordano ancora una volta come la garanzia per il sereno e salvaguardato esercizio della funzione giudiziaria costituisca fondamentale compito di uno Stato democratico". Esprimono infine "profonda gratitudine per le parole con cui il Presidente della Repubblica, in questa drammatica circostanza, ha richiamato la forte esposizione a rischio di tutti i magistrati e respinto con chiarezza ogni forma di discredito nei loro confronti".

 

I DIPENDENTI. "Ci dispiace non essere stati considerati ma anche noi dipendenti del palazzo di giustizia di Palermo da tempo denunciamo carenze ma anche eccessi, che subiamo ogni giorno, nel sistema di sicurezza del Tribunale". Lo dice Anna Maria Tirreno, rappresentante della segreteria Fp Cgil di Palermo, cancelliere dell'ufficio del giudice di pace, a proposito dell'assemblea di magistrati e avvocati in corso sul problema della sicurezza al palazzo di giustizia, dopo i fatti di Milano. In particolare, i dipendenti, che sono duemila tra impiegati, cancellieri operatori, assistenti giudiziari e commessi, chiedono di conoscere i potenziali effetti a lungo termine dell'esposizione ai metal detector dell'ingresso. "Si tratta di un'esposizione quotidiana continua e non sappiamo quanto questo sia collegabile a casi di tumore che stiamo riscontrando tra il personale - ha spiegato - C'è anche il problema della salute che non va sottovalutato". Ma c'è anche, secondo i dipendenti, una "mancanza di adeguati controlli in diversi luoghi di lavoro". "Tutto si concentra all'ingresso. Non c'è una rete di controllo ulteriore - aggiunge Anna Maria Tirreno - Forse nei corridoi e negli spazi comuni si può pensare di migliorare la sicurezza introducendo filtri ulteriori".

© Riproduzione riservata

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