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Precariato nei teatri, la protesta dei sindacati a Palermo: "Livelli insostenibili"

Il settore dello spettacolo e i teatri hanno un livello di precariato che ha raggiunto limiti insostenibili. È il motivo della protesta dei sindacati davanti al Teatro Massimo di Palermo. Le realtà lirico-sinfoniche aspettano da anni la pianta organica e una deroga alla legge 81 del 2019 al fine di impedire il licenziamento di tanti lavoratori in attesa di stabilizzazione.

I teatri, dicono le sigle sindacali, «vanno messi in sinergia incentivando tutte le forme di coproduzioni, con la modifica dei criteri di ripartizione dei fondi nazionali e regionali, al fine di incentivare la produzione artistica con il coinvolgimento di tutti i complessi artistici e le maestranze. Abbiamo bisogno della condivisione del pubblico, la solidarietà della città e del territorio e di interventi da parte della politica, chiamata a una assunzione di responsabilità».

Tra le conseguenze della mancata approvazione del bilancio comunale c'è la perdita di due mensilità dei lavoratori del Teatro Biondo di Palermo. Ma in ginocchio c'è tutto il comparto, con nebbie fitte anche sulla principale istituzione culturale cittadina, il Teatro Massimo, che quest’anno vorrebbe festeggiare con qualche certezza in più i 25 anni dalla riapertura. «Il percorso di risanamento economico dei teatri che dura da parecchi anni ha visto lavoratori farsi carico di tante rinunce, con contratti non rinnovati da oltre 16 anni. Dobbiamo uscire dall’emergenza con la programmazione dei fondi del Pnrr per garantire sviluppo produttivo, artistico e culturale», affermano Marcello Cardella della Slc Cgil, Francesco Assisi della Fistel Cisl, Giuseppe Tumminia sdella Uilcom Uil e Antonio Barbagallo della Fials Cisal, che stamane dalle 11 tornano a manifestare in piazza Verdi, davanti al Massimo.

Al presidio ha partecipato anche il candidato a sindaco di Palermo dell'area progressista Francesco Miceli: "Il settore cultura non può arrancare, rientra tra gli ambiti di importanza strategica per la crescita di Palermo. Occorre determinare un rapporto tra programmazione e bilancio e occorre dare certezze agli enti e agli operatori, anche privati, circa le risorse disponibili per metterli nelle condizioni di programmare attività e azioni concrete in direzione dello sviluppo della cultura della città".

immagini di Marcella Circhio

interviste a Daniela Villoresi, direttore artistico del Teatro Biondo di Palermo; Consuelo Lupo, responsabile Arti e mestiere Cgil; Antonio Barbagallo, Fials Palermo; Carmelo Miceli, deputato Pd

© Riproduzione riservata

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