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Palermo: protestano i dipendenti dell'Amat, stipendi bloccati dalla Ragioneria del Comune

Scendono in piazza i dipendenti Amat, i cui stipendi sono stati bloccati dalla ragioneria del Comune di Palermo. Gli oltre 3 milioni di euro sono diventati la merce di scambio dell’amministrazione per far firmare alla sua partecipata un taglio unilaterale del 10% sul contratto di servizio.

“Sottoscrivere delle condizioni del genere comporterà che nel 2023 noi non potremo sopravvivere”, dice Franco Trupia, responsabile Uil trasporti. “In queste condizioni non si potrà garantire un servizio pubblico. Anche le assunzioni degli autisti sono a rischio. Il prossimo passo? Andare a parlare con il Prefetto”. Oltre al taglio e ai salari congelati c’è un’altra “spada di Damocle” che pende sui dipendenti della municipalizzata.

“La problematica dei tributi della Tosap, Tari e Tars, per cui chiediamo un tavolo di confronto”, come dice Carlo Cataldi, coordinatore regionale Cobas trasporti. Si aggiunge poi la questione della pandemia. Perché se in tempi pre COVID-19 gli autobus potevano garantire una capienza al 100%, le cose si complicano con le restrizioni anti contagio. Per garantire un servizio efficiente bisognerebbe incrementare il numero di mezzi per le strade, e invece, “mentre in tutta Italia ci sono più autobus a disposizione dei cittadini, a Palermo si fa sì che il servizio pubblico subisca dei tagli”. “Speriamo che oggi qualcuno ci ascolti - conclude Corrado Maria, segretario Ugl - questa storia deve finire: chi lavora deve essere pagato”.

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