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Primo maggio di protesta per i lavoratori Blutec, sit-in nella sede di Termini Imerese

Si sono riuniti davanti alla sede di Termini Imerese per un sit-in proprio nel giorno della Festa dei lavoratori. Sono gli operai della Blutec, pronti a ribadire alle istituzioni nazionali e regionali "che per noi non è Festa, dopo tanti troppi anni di rinvii e di progetti andati in fumo, siamo stanchi di attendere una vera soluzione industriale".

"I lavoratori non ce la fanno più - spiega Antonio Nobile, segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani -. Temiamo che non sarà approvato il programma presentato dai commissari straordinari di Blutec si potrebbe arrivare alla liquidazione dell’azienda e quindi ai licenziamenti. In mancanza dell’ok sul piano intanto è fondamentale la proroga dell’amministrazione straordinaria e la concretizzazione delle manifestazioni di interesse per l’area industriale di Termini. Bisogna pensare alle tutele per tutti, dipendenti Blutec e lavoratori dell’ex indotto Fiat perchè ancor più in questo momento non possiamo consentire la perdita di posti di lavoro".

Presente alla protesta anche il sindaco Leoluca Orlando, con lui anche l'assessore al Lavoro del Comune di Palermo, Giovanna Marano, al Sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova, e ai Sindaci del Territorio. "Oggi - ha detto - a Portella della Ginestra si ricorda una terribile strage, e io sono qui ora per sottolineare il valore del diritto al lavoro".

"Per anni questo territorio - ha aggiunto Orlando - è stato ostaggio della Fiat. Oggi c'è lo Stato, e il paradosso è che questo territorio è ostaggio dello Stato. Lo stesso Stato che ha chiesto 240 miliardi all'Unione Europa ma che non si occupa di una proprietà che ha qui. Una proprietà che non riguarda esclusivamente i 1000 lavoratori, ma l'intero territorio".

"Io in questo momento- ha sottolineato Orlando - mi sento sindaco di Termini. Tutti siamo Sindaci di Termini, perché siamo tutti insieme in questa battaglia. Di fronte all'azione degli amministratori straordinari Invitalia non da il parere, un parere che non può dare perché manca la Regione, che ha la maggiore responsabilità di questa vicenda. Ma mi sono stancato di inseguire la Regione, mi sono stancato di inseguire gli amministratori straordinari e Invitalia, per questo vi faccio una proposta, proprio in coincidenza con l'invio di queste risorse dall'Unione Europea: inviare una lettera, firmata da tutti noi, direttamente al Presidente Draghi, perché si assuma lui, personalmente, la responsabilità di ciò che sta accadendo. Firmiamo tutti una richiesta di incontro con il presidente Draghi, ricordando che l'11 maggio ci sarà un passaggio decisivo rispetto a questo tema".

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