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Palermo, alla Fincantieri la protesta dei dipendenti: "Vogliamo il nostro lavoro"

Stamattina fuori dai cancelli di Fincantieri, una settantina di dipendenti della Cooperativa Rinascita Picchettini si è radunata in protesta. Sugli striscioni si legge “vogliamo il nostro lavoro”, “non moriamo di covid, ci fanno morire di fame”, “giustizia per 70 famiglie fuori”, “non siamo mafiosi”.

Fincantieri dopo 46 anni di onorato servizio ci ha buttato in mezzo alla strada”, racconta infatti Vincenzo Pirrotta, dipendente della cooperativa, “il prefetto ha inviato un’interdittiva sospendendo tutti i contratti. Abbiamo fatto ricorso e nonostante il tar abbia sospeso l’interdittiva, ancora il prefetto e Fincantieri continuano a tenerci fuori”.

La cooperativa, secondo Pirrotta, sarebbe sempre stata “una spina nel fianco” per Fincantieri, poiché più volte autrice di denunce contro il lavoro in nero e la mafia. Infatti, dice Pirrotta, “ora lavorano alla Fincantieri extracomunitari, anche loro giustamente bisognosi di lavorare, ma sottopagati. Operati pagati a 3,50 euro, pagati a 5 euro, questo con la Picchettini non esisteva”. Nonostante il governo emani decreti contro i licenziamenti, lamenta poi Pirrotta, “è proprio per colpa dello Stato che siamo qua: per colpa del prefetto”.

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