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«La pupa di Zabban» a Palermo, un mosaico di storie di Alessandro Hoffmann

«A Palermo, un tempo, se volevi fare un complimento a una ragazza dicevi: Bedda quantu ’na pupa ’i Zabban. Pupa, in siciliano, significa anche manichino, e il corredo da sposa veniva comprato dal popolino nella Casa Speciale Zabban» . Intitolandolo al celebre imprenditore ebreo del primo Novecento, Alessandro Hoffman torna sugli scaffali con il libro La pupa di Zabban (edito da Kalós). Ebrei di Sicilia nel Novecento, un'ideale prosecuzione del precedente Gli amici di Moïse, con cui condivide l'obiettivo di ricostruire la presenza della comunità ebraica sull'Isola nel Novecento.

Anche in questo caso, infatti, il testo raccoglie un mosaico di storie, in particolare quelle dei tanti uomini e donne, arrivati in Sicilia dalle città di mezza Europa prima dell’avvento del fascismo, e poi costretti a fuggire per via delle leggi razziali, e quelli che invece vi si stabilirono dopo il 10 luglio 1943.

Alessandro Hoffmann incontrerà i lettori con due appuntamenti a Palermo nella settimana del Giorno della Memoria. Mercoledì 25 gennaio alle 17, presso la sala consultazione della Biblioteca Centrale della Regione (via Vittorio Emanuele 429), aprono l'incontro Margherita Perez, direttrice della Biblioteca centrale e Salvino Leone, direttore editoriale di Kalós. Dialogano con l'autore Giuseppe Savagnone, Ufficio diocesano per la pastorale della cultura di Palermo, Rita Calabrese, Istituto siciliano di studi ebraici, Daniele Palermo, Chiesa valdese di Palermo e Salvatore Savoia, Società siciliana per storia patria. Previsti interventi musicali della flautista Rose-Marie Soncini.

© Riproduzione riservata

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