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Palermo, il film degli alunni della Lombardo-Radice per dire no alla guerra

Hanno pensato a tutto loro. Sono stati attori, narratori, costumisti, truccatori del cortometraggio L’orologio magico (lo pubblichiamo qui sopra) realizzato all’interno della scuola Lombardo-Radice di Palermo. Gli alunni delle classi quarte A e B assieme ai bambini della seconda A dell’istituto comprensivo di corso Calatafimi, retto dal preside Francesco Paolo Camillo, con un lavoro cinematografico hanno detto no alla guerra e ad ogni forma di violenza e discriminazione. Virginia Nardelli, esperta di cinema, ha curato la parte artistica e tecnica del progetto: «I bambini hanno partecipato ad un laboratorio di cinema partecipativo ovvero dopo una serie di esercizi, giochi e stimoli, le idee sono nate dal contributo di tutti - dice l’esperta -. Inizialmente abbiamo cercato di capire cosa si voleva raccontare. Raccolte le idee e messe insieme ed è uscito fuori il prodotto finito».

Ad occuparsi delle riprese, nei locali della scuola, sono stati gli alunni. Loro hanno pensato anche ai trucchi di scena e ai costumi. «Ho curato l’immagine della drag queen e del soldato in guerra - spiega Maya Miceli di 9 anni. Abbiamo portato in scena, inoltre, oggetti che potessero rappresentarci. Io ho portato una rosa. Altri compagni hanno portato album da disegno, peluche. C’è chi ha portato una bussola che si è trasformata in orologio, parte fondamentale del nostro film capace di compiere le magie, compresa quella di far cessare la guerra». È questo il grande messaggio sociale infatti che i piccoli della Lombardo-Radice hanno lanciato a tutti.

«Abbiamo recitato la parte dei soldati - dicono Arturo Fiasconaro e Andrea Leonardi - e abbiamo compreso che con la guerra non si risolve niente. Muoiono tante persone in ogni parte del mondo e quando le guerre sono lontane da noi non ci preoccupiamo. Adesso invece la guerra è vicina, è scoppiata in Europa, in Ucraina e vediamo tutti i giorni cosa sta succedendo. La guerra è solo distruzione. Bisogna che i popoli imparino a dialogare e collaborare». Manuela della quarta B è la voce narrante del cortometraggio, anche lei entusiasta e contenta di aver partecipato. «Ho recitato per la prima volta - dice l’alunna - ed è stata una gran bella esperienza».

Fiamma Torrente di 9 anni ha recitato la parte del soldato protagonista. «Sono entrata in scena in corso d’opera - racconta - perché ho dovuto sostituire un compagno che ha contratto il Covid. Ho interpretato un militare che inizialmente voleva andare in guerra ma quando si è ritrovato ad abbracciare le armi e a veder morire uomini, donne e bambini sotto i suoi occhi, ha compreso che cosa fosse in realtà la guerra. Ha preso il suo orologio magico ed è riuscito a far cessare la guerra». A spiegare il lavoro di preparazione al cortometraggio Marta Matranga, Melissa Filippino: «Abbiamo analizzato tutte le idee e le abbiamo raccolte su un cartellone. Così è uscita fuori la storia dell’Orologio magico».

Durante la visione del cortometraggio a scuola sono stati invitati i genitori degli alunni che hanno apprezzato il lavoro fatto. «Il progetto è stato realizzato per combattere la discriminazione, ridurre la povertà e promuovere la diffusione della cultura della pace - dice l’insegnante Consuelo Valenza, tutor del progetto -. Abbiamo voluto riflettere su guerra e pace perché è un’emergenza attuale che arriva peraltro all’indomani di una pandemia che ci ha tenuti isolati e lontani».

 

 

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