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Tar, anno giudiziario: "A Palermo troppi contenziosi arretrati, macchina ingolfata"

La pandemia non ha fermato la giustizia amministrativa. Il presidente del Tar Sicilia Salvatore Veneziano a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario lo ha detto con soddisfazione: "Dalla relazione emerge l'ottima reazione di tutta la giustizia amministrativa del tribunale della Sicilia durante la pandemia. Periodo durante il quale non ci siamo fermati neanche un giorno. Proiettandoci al futuro emerge l'esigenza di avere al centro dell'attenzione quello che è l'obiettivo che è stato fissato per le giustizie amministrativa e del tribunale di Palermo dal Pnrr".

Ma poi sottolinea: "Avremo e abbiamo un obiettivo di smaltimento dell'arretrato che qua a Palermo è particolarmente sensibile rispetto al quale sono già state adottate una serie di misure organizzative e dovremmo nei prossimi anni impegnarci per perseguirlo. È un dato statistico ben determinato e non si tratta della solita litania dello smaltimento dell'arretrato. Abbiamo numeri e dobbiamo tutti impegnarci al conseguimento di questo obiettivo. Mi sono insediato qui solo da qualche mese. Ho già qualche idea di criticità che emergono dal contenzioso, ma voglio affrontare ed esaminare i dati che emergono in un arco temporale più lungo".

A ingolfare la macchina, secondo Veneziano, è l'altissima incidenza, circa un terzo del contenzioso in ingresso di controversie che in realtà denotano delle inadempienze delle amministrazioni. "Circa il 34 - 35 % del contenzioso solo su questi aspetti indipendentemente dal merito - ha concluso - credo che sia un dato preoccupante perché ingolfa la macchina e ne denota un malfunzionamento e quindi ricadute negative sulla socialità, sull'attività imprenditoriale, sui cittadini".

Dalla relazione del presidente del Tar emerge un altro dato: "Significativi appaiono i dati relativi al calo dei nuovi ricorsi nell'anno 2020 rispetto a quelli dell'anno 2019 - all'evidenza imputabile all'emergenza sanitaria, economica e sociale - e quelli relativi al numero dei ricorsi definiti per ciascuno dei due anni - comunque superiore all'introito dei nuovi - ed al conseguente calo delle pendenze pur a fronte di un significativo sottodimensionamento dell'organico dei Magistrati e del Personale di segreteria e amministrativo". Ma il numero dei ricorsi depositati è ripreso a salire nel corso del 2021, quando sono stati depositati 2.347 nuovi ricorsi, in lieve aumento (+162 ricorsi, pari a circa +7,5%) rispetto al totale dei depositi dell'anno precedente.

"Da un esame per materie dei nuovi ricorsi - ha aggiunto Veneziano - si evidenziano significative flessioni nelle materie dell'attività regionale (-39), del pubblico impiego (-35) e degli stranieri (-31), oltre a quelle nelle materie delle autorizzazioni e concessioni (-27%) e della sicurezza pubblica (-23) e minori flessioni in altre materie, ampiamente bilanciate da un incremento dei nuovi ricorsi nelle materie dell'esecuzione del giudicato (+211), dell'edilizia e urbanistica (+43), delle Forze armate (compresi Carabinieri e Guardia di Finanza) (+43), degli appalti (+32), dell'accesso (+23), oltre a minori aumenti in altre materie".

Video di Marcella Chirchio

© Riproduzione riservata

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