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In fuga dai talebani: famiglia di afghani accolta a Palermo

Saranno ospitati all'interno di un appartamento nel centro storico di Palermo e indirizzati alla ricerca attiva di un lavoro, tramite azioni di orientamento e valutazione delle competenze professionali. Così, grazie al sostegno dell'unione buddhista italiana in collaborazione con Arci Palermo, Moltivolti e l'associazione Send Sicilia, per la famiglia di Shapoor inizia una nuova vita.

Dall'Afghanistan, sono arrivati a Palermo nel dicembre scorso grazie al crowdfunding lanciato sulla piattaforma GoFundMe da Moltivolti, che ha raccolto oltre diecimila euro in pochi giorni. Cinque adulti e due bambini, di rispettivamente sei e quattro anni. Inizieranno adesso il loro percorso di integrazione.

“Dentro di me porto ancora viva l'emozione – afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - del ricongiungimento della famiglia di Shapoor che è riuscita a fuggire dall'inferno talebano e più recentemente del ritorno in città dall'Ucraina di Elena Pastux e delle sue figlie Palermo continua a dare, con azioni concrete, un forte segnale all'Europa, non soltanto accogliendo quanti scappano dai loro paesi, ma soprattutto integrando queste persone nel tessuto sociale della città, offrendo loro un presente e una prospettiva di futuro”.

Nel gruppo c'è una giovane donna che ha studiato per diventare ostetrica. C'è la sorella maggiore di Shapoor che per tanti anni ha lavorato negli uffici delle Banca Centrale dell'Afghanistan come addetta alle pulizie . C'è anche un giovane giornalista e blogger che negli anni ha più volte denunciato casi di corruzione nel suo Paese. E' stato minacciato più volte dai talebani e ha dovuto trascorrere lunghi mesi nascosto prima di avvicinarsi al confine pakistano e riuscire a fuggire.

"Quella della famiglia di Shapoor è una storia complicata, – dichiara Fausto Melluso, responsabile diritti dei Migranti Arci Sicilia - il loro percorso a Palermo è appena iniziato e sappiamo quanto sia difficile ricreare le condizioni per una vita serena dopo che si è dovuti fuggire dalla propria terra. Ad accogliere non è mai un centro di accoglienza, ma una comunità di persone: grazie alla nostra rete e all’UBI pensiamo che si possano porre in essere tutte le condizioni perché nei prossimi mesi questa splendida famiglia possa vivere, per quanto possibile, serenamente, consolidare le proprie nuove radici e valorizzare le proprie competenze".

Nel video le interviste a: Fausto Melluso, responsabile dei diritti dei Migranti Arci Sicilia; Shapoor Safari, cuoco afghano del ristorante Moltivolti; Ivano Abbruzzi, responsabile agenda sociale Unione buddhista italiana; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo

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