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Rocco Chinnici, 38 anni fa la strage: "Ogni cittadino può fare qualcosa contro la mafia"

Ricorre oggi il 38esimo anniversario della strage del 1983 in cui morirono il giudice Rocco Chinnici, capo dell'ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico dove il magistrato abitava, Stefano Li Sacchi.

Oggi Palermo ricorda le vittime con una serie di iniziative. Deposte corone di fiori nel luogo della strage. Presso la chiesa di San Giacomo dei Militari, all'interno della caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa, previsto un seminario su 'Dal metodo Rocco Chinnici alla Procura Europea', con ingresso riservato agli invitati.

Possibile assistere ai lavori anche in diretta web sul canale Youtube della Fondazione Rocco Chinnici (https://bit.ly/331LK26).

Previsto il saluto istituzionale della ministra della Giustizia, Marta Cartabia. Tra gli interventi quelli del Procuratore Capo Europeo, Laura Kodruţa Kövesi, al primo impegno pubblico in Italia dopo l'insediamento al vertice del nuovo ufficio dell'UE operativo dal 1 giugno scorso, e del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho.

Alle 18 presso la chiesa di san Michele Arcangelo, a Palermo, sarà celebrata una messa in ricordo delle vittime della strage. A Misilmeri invece, alle 16.30, e a Partanna in provincia di Trapani, in piazza Umberto I alle 19.30, saranno deposte corone di fiori.

In questo video di Marco Gullà, l'intervista al magistrato Federico Cafiero De Raho. "La mafia è ancora ben radicata - ha detto -. Ciascun cittadino deve essere consapevole del contributo che può dare. Solo tutti insieme e andando nella stessa direzione, è possibile estirparla".

"A Rocco Chinnici si deve una delle più acute intuizioni per il contrasto alla mafia: superare la frammentazione di conoscenze e competenze tra magistrati ed investigatori per rendere efficace ed efficiente la lotta a Cosa Nostra. Dal pool antimafia alla direzione distrettuale antimafia - ha detto Nello Musumeci, presidente della Regione - e, oggi, alla Procura europea la sua memoria è viva ogni giorno nei fatti e nelle vittorie riportate dallo Stato sulla criminalità organizzata".

 

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