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Sigarette di contrabbando, 10 arresti a Palermo: 28 i coinvolti, 19 col reddito di cittadinanza

Tre persone in carcere, sette agli arresti domiciliari, 5 con l’obbligo giornaliero di presentazione alla polizia giudiziaria. È il bilancio dell’operazione “Duty freee”, portata a termine dagli uomini della guardia di finanza del comando provinciale di Palermo. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di sigarette e traffico di droga.

Sequestrati anche disponibilità finanziarie, un fabbricato, due magazzini, un appartamento, tre autovetture e tre moto per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro.

I destinatari del provvedimento di custodia cautelare in carcere sono i palermitani B.G. (classe ‘88) e C.P. (classe ‘66), capi e promotori dell’organizzazione criminale.   Per D.G.G. (classe ‘87), autista per conto della ditta di spedizione, F.G. (classe ‘82), G.G. (classe ‘85) e G.A. (classe ‘70), i primi due corrieri e quest’ultimoacquirente di t.l.e., sono scattati gli arresti domiciliari. Infine, nei confronti di D.S.G. (classe ‘66), B.M. (classe ‘88), D.P.G. (classe ‘76) e D.P.M. (classe ‘57), grossisti acquirenti delle sigarette è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di firma.

L’operazione è stata estesa anche a Napoli, con la misura cautelare in carcere nei confronti di A.C. (classe ‘73), considerato il capo della banda. Aveva il compiti di procurare le sigarette a Napoli e spedirle a Palermo.Agli arresti domiciliari anche gli addetti alle spedizioni: A.A. (classe ‘96), B.M. (classe ‘75), C.G. (classe ‘60) eper V.P. (classe ‘69) l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Nell’operazione risultano indagate anche altre 13 persone, per un totale di 28 coinvolti. Di questi, ben 19 risultano percettori di reddito di cittadinanza.

Le indagini sono andate avanti fra novembre 2019 e maggio 2020 - dagli investigatori del 2° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e attività di videosorveglianza nel corso delle quali è emerso come le sigarette di contrabbando acquistate in Campania, venissero poi nascoste e stoccate in un magazzino affittato in zona corso dei Mille, a Palermo.
I rifornimenti avvenivano con corrieri fra la Sicilia e la Campania che viaggiavano su auto a noleggio: all’andata via nave ed al ritorno verso Palermo via terra.

In una fase successiva, in concomitanza con l’inizio delle limitazioni agli spostamenti causati dal coronavirus, il gruppo criminale avrebbe messo in atto un metodo alquanto innovativo ed insidioso. Nello specifico, le sigarette sarebbero state inviate a Palermo utilizzando una ditta di spedizione, ignara del traffico illecito, indicando quali mittenti e destinatari nomi e indirizzi di fantasia, e comunicavano i relativi numeri di spedizione ad un uomo di fiducia.

Quest’ultimo, autista operante per conto della ditta di spedizione (D.G.G.), oggi agli arresti domiciliari, provvedeva a ritirare e consegnare i pacchi contenenti le sigarette direttamente presso il magazzino di stoccaggio. In un’occasione è stato sequestrato anche un chilo di hashish.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 700 chili di sigarette e arrestate tre persone in flagranza.

I finanzieri hanno ricostruito che in soli 7 mesi (novembre 2019-maggio 2020), sarebbero state trasportate da Napoli a Palermo oltre 5 tonnellate di sigarette.

Il prezzo d’acquisto nella piazza napoletana sarebbe stato di 22 euro a stecca (meno della metà delle sigarette vendute legalmente), successivamente venduto nel capoluogo palermitano all’ingrosso a 27 euro e al dettaglio per la minuta vendita a 35 euro, per un volume d’affari complessivo di oltre 2,4 milioni di euro.
I carichi di sigarette, una volta giunti nel capoluogo Palermitano, sarebbero stati venduti o ceduti per la successiva vendita al dettaglio prevalentemente nelle zone Oreto-Stazione, Settecannoli, Borgo Vecchio, Brancaccio e Zen.

© Riproduzione riservata

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