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Infarto e soccorsi, al Civico di Palermo siglato un protocollo fra ospedali

“In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte. Il loro impatto in termini di mortalità, morbosità e sui ricoveri ospedalieri si mantiene elevato, rimanendo il primo problema di sanità pubblica, sebbene con una considerevole disomogeneità fra le varie Regioni. Ogni anno in Italia circa 150.000 persone vengono colpite da infarto miocardico acuto. Circa il 50% dei pazienti che decedono per infarto muore prima di raggiungere l’ospedale”. Così recita la premessa di un report sulla mortalità per infarto, contenuto nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

E oggi, al Civico di Palermo è stato siglato un protocollo tra varie aziende ospedaliere del territorio sulla nuova rete IMA (Infarto Miocardico Acuto), per ottimizzare le fasi di soccorso e abbattere l’indice di mortalità. “Credo che in questo momento di grande difficoltà organizzativa per il sistema ospedaliero - esordisce il direttore sanitario del Civico di Palermo Salvatore Requirez - aver rivisto la rete IMA sia un evento importante, perché da fiducia, da credibilità alle istituzioni e sottoscrive l’impegno continuo degli specialisti della cardiologia”.

L’accordo avviene infatti in piena pandemia, in un momento di saturazione del sistema ospedaliero e di difficoltà assistenziale, per questo la firma assume un valore in più. “È la prova di un rapporto di collaborazione tra le aziende sanitarie - conferma il direttore generale del Civico Roberto Colletti - che fanno capo a un sistema regionale che a sua volta deve funzionare in maniera coordinata e armonica. Il protocollo ne è risultanza viva”.

L’aprifila è proprio il Civico di Palermo, ma a partecipare sono tutte le aziende della provincia del capoluogo e di Trapani, per “mettere ordine nella gestione dell’infarto”, come spiega Melchiorre Gilberto Cellura, dirigente medico della cardiologia del Civico e referente della macroarea Palermo-Trapani per la rete infarto. “Come si sa, l’infarto è una patologia tempo dipendente - prosegue il dirigente Cellura - meno tempo perde il paziente più possibilità ha di sopravvivere. Abbiamo così stabilito dei paletti, chi deve fare cosa: a partire dall’operatore del 118 fino ad arrivare a chi si occuperà del trattamento in urgenza in emodinamica”.

Una procedura minuziosa da seguire pedissequamente per ottimizzare i tempi e salvare vite, un salto di qualità rispetto al passato. “Il paziente non dovrà più passare dal pronto soccorso - specifica infatti Cellura - uno step che velocizza l’ospedalizzazione; anche perché la mortalità maggiore si registra nei tempi pre-ospedalieri, e sono proprio quei tempi che noi puntiamo a ridurre”.

© Riproduzione riservata

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