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Mafia nigeriana a Palermo, otto arresti e tre ricercati: droga e prostituzione in città

Otto persone sono state arrestate e tre sono attualmente ricercate nell'ambito dell'operazione “Showdown”, contro la mafia nigeriana a Palermo. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione di tipo mafioso, lesioni gravi, sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palermo, su richiesta del gruppo di magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca.

Negli anni passati, dopo le operazioni “Black Axe” e “No Fly Zone”, gli investigatori della Squadra Mobile della Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione”, avevano scoperto l’esistenza di altro nucleo denominato “Viking”, con una cellula operativa anche a Palermo. Uno degli appartenenti è Don Emeka, già arrestato il 9 luglio del 2019 ed  in passato vittima di tentato omicidio da parte di uno dei vertici del cult “Black Axe”, Johnbull Austine, a sua volta arrestato e condannato.

La successiva operazione denominata “Disconnection Zone” del luglio 2019 aveva portato al fermo di 13 suoi componenti di vertice, che facevano parte del gruppo Vikings o “Supreme Vikings Confraternity”, ai cui membri era stato contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Dalle indagini, è emerso che "i Vikings costituiscono un sodalizio criminale nato in Nigeria, poi diffusosi in diversi stati europei ed extraeuropei. È caratterizzato dall’avere una struttura gerarchicamente organizzata e ramificata su tutto il territorio nazionale, con una forte capacità intimidatoria. L’associazione criminale è prevalentemente dedita alla commissione di delitti contro la persona, soprattutto in occasione di scontri con i cult rivali per il controllo del territorio e la supremazia all’interno della comunità nigeriana, delitti in materia di stupefacenti e contro il patrimonio".

Scopo delle attività è rendere più forte l’associazione, sia nei confronti degli associati che nei confronti della comunità nigeriana e degli altri gruppi criminali nigeriani.

Oggi è stato inferto un altro  duro colpo ai Vikings del capoluogo, con l'arresto del loro capo, Chukwuma Parkinson, che si occupava della direzione, promozione ed affiliazione al gruppo, con l’aggravante dell’essere un’associazione armata.

In manette anche Oguike Obinna George, detto “Okwele”,  accusato di condotte violente, e Duru Frankline, detto “ Skorò”, che svolgeva anche attività logistica, mettendo a disposizione il proprio locale di ristorazione, nel quartiere Ballarò, per lo svolgimento di riunioni riservate ai soli appartenenti al sodalizio.

Ed è proprio all’interno di questo locale che si è consumata l’aggressione fisica da parte di Don Emeka, Chukwu Evans Ifeanyi e Chinedu Frank ai danni di un  connazionale, colpevole di non essersi voluto affiliare al gruppo.

Dalle indagini e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, gli investigatori sono riusciti a dimostrare, oltre l’esistenza a Palermo dell’associazione mafiosa “Viking”, anche la presenza di numerose case di prostituzione nel centro storico di Palermo, e di gente che si occupava dello spaccio “al dettaglio” sulla piazza del capoluogo di cocaina ed eroina , tutti delitti per cui è stata eseguita l’odierna misura cautelare.

© Riproduzione riservata

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