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Contagi al Pagliarelli di Palermo, l'associazione Antigone: "Allegerire l'affollamento"

"La notizia del contagi al carcere di Pagliarelli per il coronavirus non ci coglie di sorpresa - lo afferma Pino Apprendi, presidente Antigone Sicilia, associazione che si occupa di tutela dei diritti dei detenuti al carcere Pagliarelli di Palermo - Ormai da mesi abbiamo rappresentato il problema che c'è nelle carceri italiane, siciliane e palermitane. Il contagio è all'interno di queste strutture e diventa un problema che deve riguardare tutti noi".

"In carcere - prosegue Apprendi - non si possono mantenere le distanze previste dal dpcm della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il carcere non è un luogo sicuro: diventa una bomba innescata nel momento in cui entra il covid. I 31 casi sono in quelli accertati e potrebbe potrebbe crearsi un focolaio veramente enorme. Questa è purtroppo la risposta a quanti hanno sottovalutato il problema".

"Noi abbiamo chiesto - conclude Apprendi - per alleggerire l'affollamento dentro le carceri che venissero presi dei provvedimenti portando le persone che avevano da scontare pochi mesi oppure gli anziani e gli ammalati ai domicliari. Quindi speriamo che veramente questo campanello di allarme faccia un po' riflettere chi deve riflettere".

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