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Coronavirus, in Sicilia pazienti psichiatrici in difficoltà: "Più attenzione dall'assessorato"

A causa del coronavirus, in Sicilia si assiste ad un peggioramento dell’assistenza alle persone affette da patologia psichiatrica.

Questo il tema al centro del sit-in di protesta organizzato a piazza Ottavio Ziino a Palermo, l'Associazione regionale “Si può fare - Per il lavoro di Comunità”, Ente di Terzo settore al quale aderiscono 45 soci tra cui 25 enti (associazioni di familiari, di volontariato, di promozione sociale e cooperative sociali) operanti in tutto il territorio della Sicilia.

Come sostiene l'associazione, si è assistito akla mancanza di risposte chiare e certe rchieste all'Assessore Regionale della Salute, con la lettera allegata sulla situazione di stallo che esiste all’interno delle CTA (Comunità Terapeutiche Assistite) nelle quali ancora i pazienti che escono dalle strutture sono costretti a fare la quarantena al loro rientro anche dopo avere praticato un tampone con esito negativo. Ma anche al blocco delle attività riabilitative esterne alle CTA che stravolge il senso del ricovero in tali strutture, diventate in questi mesi quasi esclusivamente residenze assistite.

L'associazione ricorda anche il carattere punitivo che la quarantena (imposta dopo gli accertamenti clinici fuori dalle CTA) assume di fatto nelle persone con disagio psichico ricoverate in queste strutture

I ricoveri presso le CTA devono infatti sempre avere, in psichiatria, tramite il Progetto Terapeutico Riabilitativo Individuale (PTRI) valenza riabilitativa tesa al recupero dell'autonomia e delle capacità sociali dei pazienti, contemplando pertanto attività all'esterno sia in forma individuale che di gruppo.

Intervista a Antonino Bologna.

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