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Primo maggio, Musumeci a Portella della Ginestra: "Pagina oscura della nostra storia"

Festa del Lavoro oggi e al tempo del Coronavirus nessuna manifestazione a Portella della Ginestra. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, vi si è recato stamattina per rendere omaggio alle vittime della strage del primo maggio 1947, costata la vita a 14 persone, tra cui tre bambini. Da solo, senza telecamere al seguito, il governatore si è fermato per qualche minuto in raccoglimento davanti alla stele che ricorda il massacro eseguito dalla banda Giuliano, agli ordini della mafia.

"Una pagina ancora oscura della nostra storia - ha poi commentato il presidente della Regione - che nel difficile Dopoguerra vide alleati banditismo politico e mafia, senza escludere alcune complicità dello Stato. Verso il sangue di quelle vittime innocenti tutta la comunità siciliana deve ancora oggi sentirsi in debito".

Questa mattina, anche il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, e un superstite della strage, Serafino Petta, presidente onorario dell'associazione Portella della Ginestra, si sono recati alle 9 al cimitero di Piana degli Albanesi e poi al sasso di Barbato per deporre due corone in ricordo delle vittime dell'eccidio del 1°maggio 1947.

“È un primo maggio diverso, per la prima volta senza manifestazioni, senza il contatto diretto con i lavoratori e gli abitanti delle comunità di Piana e dei paesi vicini", ha dichiarato il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo.

“La sicurezza e un lavoro di qualità. Sono le priorità da cui chiediamo di ripartire per la ripresa delle attività sul nostro territorio – aggiunge Campo -. Lo dobbiamo alle migliaia di lavoratori che hanno generosamente combattuto per contrastare la pandemia. La sicurezza sui luoghi di lavoro, la salute, il rispetto dell'ambiente, l'affermazione dei diritti delle persone e del valore del lavoro: questi gli obiettivi che ci vedranno impegnati per evitare gli errori del passato. La ripartenza potrà essere possibile solo ricominciando dal lavoro delle persone, un lavoro che va messo in sicurezza per costruire il futuro. Vogliamo costruire una società dove il lavoro è emancipazione dal bisogno e realizzazione dei sogni. Una società dove il lavoro è libertà”.

"La strage di Portella della Ginestra fu il primo esempio dell'utilizzo della mafia da parte di una parte politica per destabilizzare la democrazia in Italia, con il bandito Giuliano incaricato del "lavoro sporco", della mattanza di dirigenti sindacali, rappresentanti dei braccianti, esponenti della sinistra istituzionale. Oggi ad oltre 70 anni di distanza la mancanza di una verità storica e giuridica su quei fatti non è solo un'offesa alle vittime e ai loro familiari, ma è anche una macchia nella storia dello Stato", ha dichiarato Leoluca Orlando in occasione del 73° anniversario
della strage di Portella, in cui morirono 11 persone e decine rimasero ferite.

Nell'intervista, Enzo Campo il segretario generale Cgil Palermo

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