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Al Policlinico di Palermo un nuovo reparto di Psichiatria: il video dell'inaugurazione

In un’Italia che viaggia a tante velocità diverse non fa eccezione la psichiatria. I sogni di Basaglia vanno avanti o segnano un arresto, dipende dalle differenti realtà. Ci sono luoghi in cui la solitudine e la sofferenza sono ancora molto presenti, altri in cui si percepiscono la voglia di cambiare, di affrontare la malattia mentale con spirito di partecipazione. A Palermo, sempre all’avanguardia in questo campo, si guarda avanti con l’inaugurazione oggi del nuovo reparto di psichiatria dell’Unità operativa complessa di Psichiatria del Policlinico «Paolo Giaccone».

Più spazio, più posti letto, più possibilità di gestire i pazienti, dopo le peripezie passate, i contrasti incontrati, le lotte sostenute: «I locali sono più grandi, ristrutturati e sicuramente più idonei ai nostri compiti assistenziali», dice soddisfatto Daniele La Barbera, direttore dell’Unità operativa complessa di Psichiatria (intervistato nel video) e della Scuola di specializzazione in Psichiatria della Facoltà di Medicina dell'Università.

L’Italia è uno dei paesi pionieri nell’ambito della salute mentale: la 180, meglio nota come «legge Basaglia», dal nome dello psichiatra veneto cui si deve la chiusura dei manicomi, approvata dal Parlamento il 13 maggio 1978, ha proposto vari servizi alternativi ai manicomi perché una condizione da internati ostacolava le buone cure, le possibili riprese, il desiderio di emancipazione, gravando con tutto il peso dello stigma, dell’esclusione, della discriminazione.

Riprende La Barbera: «Fino al 2014 la nostra sede era in via La Loggia, in area manicomiale e quindi eravamo inevitabilmente associati ad un’assistenza manicomiale. Per questa ragione quattro anni fa abbiamo preferito accettare il trasferimento al Policlinico, anche se in un reparto più piccolo e con spazi ristretti che ci hanno limitato nella logistica e nelle consulenze, impedendoci di assicurare quel servizio che avremmo voluto. Dopo anni di costante dialogo con la direzione per ottenere locali nuovi e ristrutturati, ce l’abbiamo fatta e oggi è arrivato il grande giorno. Il restauro è stato lungo, i lavori si sono trascinati e prolungati, dal giugno 2016 all’agosto di quest’anno. Un iter travagliato ma finalmente l’obiettivo è stato raggiunto: adesso occupiamo un nuovo padiglione, in area medica, assieme a geriatria, neurologia e medicina interna. E questo aspetto è molto importante sia per uno scambio tra saperi, sia per la parificazione dell’assistenza psichiatrica, pienamente riconosciuta. Un cambio di passo simbolico nella piena attuazione della legge Basaglia che chiuse i manicomi».

L’idea del trasferimento l’ha avuta tanti anni fa Pierluigi Giordano che, prima di La Barbera, ha guidato la Scuola di Psichiatria e oggi presente alla giornata di festa, assieme al suo successore, a Francesco Vitale, presidente della Scuola di Medicina, al direttore generale Aoup Fabrizio De Nicola, al direttore sanitario Maurizio Montalbano, e all’ingegner Mario La Rocca, ex direttore generale del Policlinico, il cui supporto è stato determinante per portare i posti letto da 5, come voleva l’assessorato regionale alla Salute, a 13, permettendo così più ricoveri a disposizione della realtà territoriale assolutamente carente per la psichiatria. Un bel successo.

La Barbera: «Lavorare sarà più agevole, perché disporremo di spazi per un’assistenza adeguata: ci saranno una sala per i colloqui con i familiari, una per mangiare insieme, mentre prima si pranzava e cenava dove c’erano i letti, una per fumare. I posti non bastano mai, le nostre liste d’attesa sono lunghe, sia per il ricovero ordinario che per il Tso e non è raro che alcuni pazienti finiscano fuori provincia; e anche gli psichiatri non sono sufficienti a coprire le esigenze del territorio. La mancanza sia di posti che di operatori è una costante nella sanità siciliana e, più in generale, italiana».

In Italia le persone che soffrono di disturbi psichiatrici sono circa un milione, ma i dati complessivi indicano un aumento, e non solo nel nostro paese. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’incidenza di tali disturbi è destinata a superare le malattie cardiovascolari, attualmente al primo posto: un quarto della popolazione mondiale farà, prima o poi, esperienza di una malattia mentale nell’arco della vita e già oggi i disturbi psichici rappresentano il 30% di tutte le disabilità con un impatto pesante sulla qualità della vita con ripercussioni sul piano personale, affettivo-familiare, socio-relazionale e lavorativo: «Il nostro modello assistenziale, unico in Italia, prevede una collaborazione costante con gli psicologi e con i tecnici di riabilitazione psichiatrica e potremo contare su degli spazi finalmente adeguati. Ma ne trarrà beneficio anche la formazione. Sono numerosi, infatti, gli studenti che ci chiedono di frequentare qui il tirocinio, adesso saremo in grado di aumentare la potenzialità formativa per quelli di Medicina, Psicologia e Tecnica della riabilitazione psichiatrica». Prendete la frase pronunciata da Basaglia 40 anni fa: «La cosa importante è che abbiamo dimostrato che l’impossibile diventa possibile». Calza a pennello anche oggi: lì si chiudevano i manicomi, qui si apre un nuovo luogo di cura. Sempre per restituire dignità a chi soffre.

Nel video l'intervista di Marco Gullà al professore Daniele La Barbera.

© Riproduzione riservata

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