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Permesso a Brusca, il sindaco di San Giuseppe Jato: "Non tolleriamo il ritorno dei mafiosi"

PALERMO.  "La società civile è più attiva e va verso la liberazione dalla mafia". Commemorare episodi barbari come la drammatica uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo è un fatto importante per sensibilizzare le coscienze dei cittadini. E' quanto dice il sindaco di San Giuseppe Jato, Davide Licari, intervistato a margine della commemorazione dell'uccisione del bambino, figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo. "Da parte delle istituzioni - aggiunge il sindaco - c'è l'impegno di far crescere la comunità nel rispetto delle regole".

Sul permesso concesso a Brusca, killer che uccise il piccolo Di Matteo ed ex boss di San Giuseppe Jato, Licari risponde ai cronisti: "E' un fatto che ci rammarica. A San Giuseppe Jato vedere il ritorno di certi personaggi che si sono macchiati di efferati delitti non è tollerabile. La comunità non vuole il ritorno di personaggi mafiosi e come istituzione faremo di tutto per evitarlo".

Torna anche a parlare del Giardino della memoria, opera simbolica importante della lotta alla mafia, ma che si trova in una strada impraticabile, che la rende irraggiungibile. "Come amministrazione comunale ci siamo impegnati a recuperare i fondi per il recupero della strada - fa sapere Licari -, attraverso un progetto approvato dall'Esa. Attendiamo il trasferimento delle risorse e speriamo di realizzare i lavori entro aprile".

 

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