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"Lo Stato mi deve campare", così parlavano i falsi invalidi indagati a Palermo - Video

PALERMO. «Non voglio più lavorare, lo Stato mi deve campare, io voglio la pensione». Così uno dei personaggi indagati nell'ambito dell'inchiesta sui falsi invalidi che ha portato all'emissione di 17 misure cautelari, diceva non sapendo di essere intercettato.

Dalle intercettazioni viene fuori il compiacimento degli indagati: Giuseppe Cinà e Giovanni Tantillo, già arrestati con le stesse accuse nel 2007, commentavano, dopo aver richiesto nuovamente la pensione di invalidità, «più di togliercela non possono fare... e noi la prendiamo nuovamente».

E sempre Cinà parlando con una falda invalida, Silvana Giordano, diceva: «Puoi stare tranquilla, io te la faccio pigliare di nuovo. Vinciamo noi, non loro e gli rompiamo il culo di nuovo allo Stato».

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