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Rifiuti, roghi nella notte. Il reportage

Sono imponenti le colonne di fumo che si innalzano nel cielo, difficili distinguerle da lontano anche se l'odore di bruciato pervade la città. L'allarme degli incendi appiccati ai cassonetti arriva molto prima della notte, sono appena passate le 22 quando centinaia di segnalazioni intasano le linee della centrale dei Vigili del Fuoco costretti ad allertare tutte le squadre a disposizione, circa otto, e chiedere rinforzi al personale non in servizio. Le zone più colpite sono il centro storico, come il quartiere Albergheria, e le periferie, dal Villaggio Santa Rosalia-Montegrappa a Brancaccio. Ciò che colpisce e lo strano rituale che si compie intorno a quelli che più che roghi sembrano ricordare le tradizionali 'vampe', è l'atteggiamento della gente che vive nel quartiere, non si allarmano più, alcuni dicono che quell'incendio appiccato è anche un bene per liberarsi dalla 'munnizza', poi rimangono fermi a guardare le lingue di fumo allungarsi nel cielo, non sono preoccupati di inalare sostanze tossiche e molti lasciano addirittura i bambini avvicinarsi e giocare intorno al fuoco. L'atmosfera è spesso surreale, soprattutto nelle periferie in cui il degrado ambientale si somma a quello sociale. Un'altra notte di fuoco, tra imperanti colonne di fumo e sirene che squarciano il silenzio, mentre in alcuni punti della città alcuni autocompattatori dell'Amia ripuliscono cassonetti e porzioni di strada, troppo pochi perché l'emergenza rifiuti sia superata, per sperare che non vi siano altre notti infuocate. Reportage di Rossella Puccio.

© Riproduzione riservata

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