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Beppe Fiorello a Palermo per il suo film sull'omosessualità: «Troppi ragazzi non accettati in famiglia»

Con «Stranizza d'amuri» l'attore di Augusta debutta da regista. «Spesso fra le quattro mura di casa si consumano drammi molto pesanti», dice

È il pubblico delle grandi occasioni quello che ha trovato ieri sera al cinema Rouge et Noir di Palermo l'attore e regista di Augusta Beppe Fiorello, presente, nel secondo giorno dal debutto, nella storica sala proiezione adiacente al teatro Massimo. Il suo film, Stranizza d'amuri, che lo vede all'esordio nei panni del regista, sta riscuotendo consensi e un buon successo di pubblico nelle sale italiane.

«Ho incontrato un pubblico emozionato e motivato a tornare al cinema», ha detto Beppe Fiorello, mentre era intento a firmare autografi e a fare selfie con tantissimi affezionati fan palermitani. Una pellicola che tratta il tema dell'omosessualità, ma lo fa in maniera delicata, raccontando una storia d'amore che si ispira ad un fatto realmente accaduto.  Lo spunto è la storia di Giorgio Agatino Giammona e di Antonio Galatola, che il 17 ottobre del 1980 a Giarre, in provincia di Catania, furono trovati morti con un proiettile ciascuno in testa. I due giovani erano innamorati, ma la loro storia d'amore era osteggiata dalle famiglie e dagli abitanti del paese che vedevano il loro amore omosessuale come un disonore, un'onta di cui vergognarsi che nessuno poteva o voleva in alcun modo accettare. Un mistero irrisolto che passò dapprima come un omicidio-suicidio, poi come un omicidio portato a termine da qualcuno, mai trovato, che non gradiva l'amore di quella coppia.

«Nel montare le scene - ha spiegato il regista catanese - abbiamo visto un film ancora troppo attuale. Sono molti i ragazzi tuttora non accettati dalle famiglie. E questo è il dramma che rappresenta questo film, le discriminazioni domestiche. Spesso fra le quattro mura di casa si consumano drammi molto pesanti. Qualcosa però è cambiato. Ci sono più consapevolezza e più conoscenza, ma c'è ancora tanto da fare».

Per una volta, dunque, Fiorello ha lavorato dalla parte opposta della macchina da presa, dimostrando di essere tranquillamente a suo agio. Un artista eclettico e innamorato della sua terra, che ha voluto riportare alla luce una storia poco conosciuta o dimenticata, che ha segnato la nascita in Sicilia dell'arcigay, un movimento rivoluzionario, soprattutto per quei tempi, che tuttora si batte, con sedi in tutta Italia, per i diritti degli omosessuali.

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