Palermo, la verità di Foschi: "Stipendi già pagati, abbiamo mantenuto la squadra a galla"

"Da dove cominciamo?". E' un Foschi allegro, quello si presenta in conferenza stampa, e ne ha motivo: con la famiglia Mirri, è l'uomo che ha salvato il Palermo. O meglio: lo ha salvato dal baratro dove stava precipitando. Per metterlo in sicurezza, ci vorrà ancora un bel pò.

«Abbiamo pagato gli stipendi. I bonifici sono partiti. È tutto fatto. Abbiamo avvertito la Covisoc in giornata, poi faranno le loro verifiche». Così, in una affollata e accorata conferenza stampa il presidente ha fatto il punto sulla situazione del
club rosanero, raccontando le fasi della trattativa con la Damir, la società che ha comprato alcuni spazi pubblicitari per i prossimi quattro anni e che, versando 2,8 milioni nelle casse del Palermo, ha permesso il pagamento degli stipendi arretrati,
scongiurando il rischio della penalizzazione in classifica per inadempienze economiche.

«È stata una trattativa lunga - racconta Foschi - è chiaro che io cercavo di tirare il massimo dalla mia parte, perché sono il presidente del Palermo, un presidente ponte che sta aiutando la società a traghettare verso situazioni migliori, ma devo sottolineare che l’impegno della famiglia Mirri è stato prima da tifosi, poi da imprenditori. È ovvio che Damir, con la famiglia Mirri, ha fatto il lavoro che sa fare, ha comprato quattro anni di parte della pubblicità dello stadio e ci ha dato una grossa
mano. Ma poi ognuno nella trattativa ha cercato di tirare il massimo per la sua parte, abbiamo ceduto entrambi qualcosa nell’interesse del Palermo».

Nel corso della conferenza stampa Foschi è tornato anche sulla gestione inglese. «È un film - dice Foschi - a tutto quello che è successo faccio fatica a crederci pure io che l’ho vissuto e che lo racconto. Sono stati qui due mesi e hanno fatto tantissimi danni, hanno chiesto anche il pagamento delle loro spese. Ma con quale faccia? Pensiamo al presente, non faremo la fine del Parma. Abbiamo mantenuto a galla la barca, ma il nostro impegno per salvare il Palermo non finisce certo qui. Marzo è vicino e le scadenze non sono finite oggi».

© Riproduzione riservata

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