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Il centrodestra contro Crocetta: prima il bilancio, poi il ddl Province

PALERMO. "Congelare" la riforma delle Province votando la proroga a fine maggio o metà giugno dei commissari dei Liberi consorzi (scadono domani) "per concentrarsi solo su bilancio e finanziaria". E' la posizione di Forza Italia, gruppo Musumeci e Ncd che in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni hanno rilanciato l'allarme sui conti della Regione. Nello Musumeci ha spiegato che la posizione è condivisa anche da Pid e Mpa, assenti all'incontro con la stampa.

"Il presidente Crocetta riferisca in aula sui conti della Regione, per fare una operazione verità". E' la richiesta fatta dal centrodestra alla luce della difficoltà del governo Crocetta a chiudere il bilancio, a poco meno di venti giorni dalla scadenza dell'esercizio provvisorio.  Il capogruppo di Fi, Marco Falcone, ha sottolineato che "per chiudere il bilancio mancano almeno 2,5 miliardi". "E le uniche notizie ufficiali che abbiamo sono quelle che leggiamo nella stampa", ha aggiunto il coordinatore regionale del Ncd, Francesco Cascio. Arrivando in conferenza stampa, il capogruppo del Pid-Cp, Toto Cordaro, ha paventato il rischio che "approvando la riforma delle Province senza il bilancio potremmo uccidere i Liberi consorzi prima di farli nascere".

Il centrodestra inoltre giudica "illegittima" la composizione del Consiglio di presidenza dell'Ars, ricostituito in pieno con l'elezione del vice presidente Giuseppe Lupo. Forza Italia, Ncd, Pid-Cp e Lista Musumeci chiedono al presidente Giovanni Ardizzone di invalidare il voto, "perché in 70 anni di storia parlamentare non era mai accaduto che la maggioranza occupasse l'intero Consiglio di presidenza", hanno affermato Francesco Cascio (Ncd), Marco Falcone (Fi), Nello Musumeci (Lm) e Toto Cordaro (Pid-Cp). Il centrodestra richiama un precedente che risale alla presidenza di Nicola Cristaldi e avverte: "Proporremo anche al M5s di non partecipare ai lavori parlamentari per protesta se non sarà ripristinato il principio di democrazia e rappresentanza nel Consiglio di presidenza".

Per Cascio, che ha fatto "mea culpa" perché il centrodestra si è presentato spaccato durante l'elezione del vice presidente, il centrosinistra, "come suggerito da un esponente della stessa maggioranza, avrebbe dovuto abbandonare l'aula lasciando alle opposizioni, seppur divise, il compito di eleggere il vice presidente, fermo restando la stima per Lupo". E ancora: "Crocetta è un folle, scollegato dalla realtà e dobbiamo cacciarlo in ogni modo, ovviamente lecito". "Se si votasse oggi, Crocetta prenderebbe l'1% e sarebbero voti di chi riceve prebende e posti sottogoverno - ha detto Cascio - Lui, invece, è convinto di essere popolare".

CROCETTA REPLICA A CASCIO. "Ho querelato per diffamazione una sola volta, ma oggi, di fronte alle ennesime offese personali che Francesco Cascio fa nei miei confronti, lo voglio fare. Così, per educarlo alle buone maniere che non riesce ad avere, nonostante quella faccia da bravo ragazzo della prima Repubblica. Quando è troppo, è troppo. Così, chissà, forse la prossima volta farà ragionamenti politici senza insultare". Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.

CASCIO. "Il fatto che il presidente della Regione Rosario Crocetta risponda a delle critiche di carattere politico manifestando l'intenzione di querelarmi, dimostra ancora una volta che la sua gestione è priva di contenuti sostanziali e che, rispetto al delicato tema del bilancio, non ha nulla su cui poggiare le sue risposte". Lo afferma il coordinatore regionale di Ncd, Francesco Cascio. "Quanto alle sue dichiarazioni circa la mia educazione, preciso che non ho nulla da imparare da lui, ma soprattutto non voglio imparare nulla da lui", conclude.

 Nel video le interviste a Marco Falcone e Nello Musumeci.

© Riproduzione riservata

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