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Palermo, 1.044 pezzi e cento metri quadri: tutto sulla Rosa dei Venti di via Emerico Amari

La Rosa dei Venti, l’opera d’arte realizzata dai maestri artigiani di Confartigianato Palermo per decorare via Emerico Amari, è interamente in cotto maiolicato e si estende per cento metri quadrati.

È stata allestita da Costantino Sparacio e Salvo Scherma (che hanno curato la parte artistica) e Claudio Terruso ed Ettore Messina (che hanno realizzato gli impianti). È stata installata in via Emerico Amari, davanti alla Camera di Commercio, ed è interamente realizzata a mano, sia nella formatura del mattone che nella decorazione, facendo così evincere le tecniche e i metodi tradizionali nell’uso della materia bidimensionale e tridimensionale. A potenziare il legame con la terra, è stato l’utilizzo della polvere lavica di granulometria sottilissima, che è stata unita all’impasto di argilla grezza e, successivamente, lasciata essiccare naturalmente. La cottura è stata eseguita ad una temperatura omogenea di 1000 gradi.

Massima l’attenzione al dettaglio, che si evince nelle fasce circolari in cotto realizzate appositamente con pezzi fuori formato e con l’aiuto di dime in legno. Per la decorazione, è stato utilizzato uno smalto satinato che, oltre a conferire una particolare estetica, si è rivelato funzionale per rendere la superfice di calpestio antisdrucciolevole.

Il diametro massimo della Rosa dei Venti è di 11,30 metri, la superfice totale in cotto maiolicato di 100 mq. Orditura della superfice: 7 moduli in cotto maiolicato dello spessore di 2 cm. Numero totale pezzi: 1044.

La Rosa dei Venti è stata finanziata da Ancos, l’associazione di promozione sociale e culturale di Confartigianato, con le donazioni del 5 per mille. L’Ancos è l’Associazione nazionale comunità sociali e sportive che, nell’ambito di Confartigianato Persone, promuove iniziative culturali, di volontariato nei settori sportivo, assistenziale, sociale, turistico in Italia e all’estero. Grazie ad Ancos, a Palermo, nel 2019, è stato riportato agli antichi splendori, il portone di accesso al foyer del Teatro Massimo. Una rinascita – finanziata col contributo del 2 per mille e di alcuni sponsor privati – che ha preso vita dalle mani dei maestri artigiani.

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