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Il dopo-Orlando a Palermo, Trizzino lancia la sfida e incalza il Pd e a destra sfida Lagalla-Aricò

Il primo a rompere gli indugi è Giampiero Trizzino, che, dopo avere preannunciato nei giorni scorsi la propria candidatura, ha fissato per il 9 luglio la convention in cui illustrerà il suo programma per Palazzo delle Aquile. Un modo per spronare il Pd a scegliere da che parte stare.

Mentre nell’altra metà del campo - scrive Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia oggi in edicola - per individuare il successore di Leoluca Orlando al Comune di Palermo sta maturando una volata fra l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla e il leader di Diventerà Bellissima, Alessandro Aricò.

In una città in cui in ogni caso si dovrà tenere conto della variabile-Orlando e delle indicazioni che l’eterno primo cittadino uscente, non più ricandidabile, vorrà dare

Il Pd intanto prende tempo. Antonello Cracolici, deputato all’Ars e uomo forte dell’area ex Ds, avverte: «Il nostro obiettivo è stringere il patto con i grillini. Ma mi pare ancora presto per discutere del nome che dovrà guidare questa coalizione».

All’Ars da giorni nelle stanze dei 5 Stelle si discute di ipotesi che vedrebbero una divisione delle candidature: ai grillini quella di Palermo e al Pd quella per la presidenza della Regione. Ma sono ipotesi che spaccano lo stesso Movimento, visto che a sognare la corsa per Palazzo d’Orleans ci sono sia il sottosegretario Giancarlo Cancelleri che il deputato Luigi Sunseri. Sono scenari - va ribadito - ipotizzati a tavolino dalle segreterie regionali, ma che non tengono conto dei piani di Leoluca Orlando. Che dirà la sua al tavolo del centrosinistra, dove ha sempre fatto pesare il suo ruolo di pontiere con l’estrema si- nistra.

Che si lavori a un allargamento dell’attuale maggioranza di centrodestra lo conferma il presidente dell'Ars, Gianfranco Micciché: «È un tentativo che va fatto». Il leader di Forza Italia guarda ai renziani ma avverte che non sosterrebbe il loro candidato già in campo: «Nulla di personale contro Francesco Scoma ma fatico a pensare che il partito possa sostenere uno che è uscito da Forza Italia. Sarebbe un pessimo messaggio all’interno».

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