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L'officina della carrozza siciliana reinventata: mostra di Marco Papa a Palermo

Marco Papa compie un lavoro che si emancipa verso il contemporaneo, rileggendo metaforicamente il reale, partendo dal segno, modellando forme le cui misure sono in perpetuo movimento. Tutto il suo progetto degli ultimi mesi porta alla realizzazione della Meta Carrozza Fisica Santa, progetto che parte dalla carrozza tradizionale palermitana, leggera ed assai confortevole per i nobili signori, ripensata però in chiave contemporanea.

Palazzo Valguarnera

Insomma, un progetto che prende corpo da mesi, anche attraverso laboratori diretti a più fasce d'età: la Meta Carrozza Fisica Santa è in questo momento un disegno minuzioso, cuore della nuova mostra dell'artista anconetano ospitata a Palazzo Valguarnera dei marchesi di Santa Lucia, nel cuore storico di Palermo. La mostra «Visione, Segno / Vision, Sign», curata da Riccardo Lisi, entra in dialogo con la dimora settecentesca affiorata dopo un lungo e meticoloso restauro che le ha restituito la sua potenza prospettica su piazza Bellini, su cui si affacciano la Martorana e San Cataldo, punti di forza del percorso arabo-normanno dell’Unesco.

Le Vie dei Tesori

La mostra di Marco Papa – visitabile fino al 31 marzo del 2022 – conduce alla realizzazione dell’opera di comunità Visione Meta Carrozza Fisica Santa, patrocinata dall’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, dal Museo del Mare e della Navigazione siciliana, in collaborazione con l’associazione L’Uomo sulla Terra, organizzata dalle Vie dei Tesori all’interno del festival che si svolge fino al 5 gennaio.

Il settecentesco Palazzo Valguarnera dei Marchesi di Santa Lucia è quindi uno dei luoghi che si visita con il coupon delle Vie dei Tesori: apre la Casina Cinese, dove il festival ha appena contribuito al recupero della famosa tavola matematica del Marvuglia, il marchingegno ideato per garantire la privacy durante i pasti dei sovrani. Si visiterà con le cucine reali. Apre un solo giorno (ma è già sold out) la Cappella delle Dame con le «sedute dei banchi» appena restaurate. Il Museo Doderlein, da dove arrivano parte dei reperti esposti al Gymansium dell’Orto Botanico (visitabile). La chiesa della Pinta, i palazzi Costantino e Oneto, offerti dal mecenate Roberto Bilotti.

Tre i laboratori storici dove gli artigiani mostreranno segreti e procedimenti: la Bottega delle percussioni (che ospita anche due concerti); il laboratorio di pulitura e restauro di tappeti Shahidi e CittàCotte, il laboratorio di monumenti mignon di Vincenzo Vizzari. Quattro le passeggiate tra presepi, laboratori e la riserva reale della Favorita.

La Meta Carrozza

La mostra di Palermo - anticipata da una sessione preparatoria nell’ampia navata dell’auditorium San Francesco a Polizzi Generosa, dove Papa ha coinvolto i partecipanti ai suoi workshop, bambini e adulti – ospita lavori recenti, frutto di queste ultime serie, raccolti sotto il titolo Visione, Segno / Vision, Sign. Si partirà da disegni preparatori e, passando per le fotografie delle azioni compiute con il pugile americano Mike Tyson, accomodato sull’Oggetto dipinto appositamente realizzato e qui esposto, si giungerà alle sculture, in leggera ma solida fibra di carbonio, fino al disegno che preconizza un obiettivo importante di questo artista: la realizzazione della Meta Carrozza Fisica Santa.

Meta è oggi una parola di moda sulla bocca di tutti. Marco Papa ha enunciato in anticipo questa parola, che ora rischia di cambiare vestito e significato e mettersi al servizio del digitale. Il primo capitolo è stata la Meta Gondola Fisica Redentore (2010-17), opera che ha amplificato il potenziale estetico e immaginario dell’imbarcazione veneziana. Dopo la Meta Gondola, Papa ha lavorato su un altro veicolo che fu la «Ferrari» dei secoli scorsi: la carrozza palermitana, leggera ed assai confortevole per via di lunghi ammortizzatori. Come sempre nel suo lavoro, viene ripensata: il suo disegno in effetti rappresenta una realtà metaforica e futuristica. Marco Papa sta lavorando perché in un futuro prossimo questa Meta Carrozza possa non solo muoversi sulla terra, ma anche in cielo, divenendo un potente drone capace di portare vari passeggeri.

Palazzo Valguarnera

Palazzo Valguarnera dei Marchesi di Santa Lucia è nato nel 1700 ma il suo aspetto è ottocentesco. Gli interni - restaurati dopo l’incendio del 1964 che coinvolse il retro palcoscenico del Teatro Bellini (prima Teatro Santa Lucia, poi Teatro Carolino) - sono bellissimi. Al piano nobile sono state adeguate le sale espositive di grande ampiezza, arricchite da cassettoni, stucchi e fregi che raccontano epoche diverse. È una nuova vita quella a cui aspira il palazzo, pronto a accogliere esposizioni di arte contemporanea, con finalità culturali e non commerciali, scegliendo temi significativi e attuali, tali da incidere positivamente sulla scena di Palermo. Ogni mostra comprenderà un corollario di eventi e momenti d’incontro che approfondiranno i temi della singola esposizione. Si parte da questa esposizione di Marco Papa che prevede laboratori mensili, diretti a precise fasce di età, che conducano passo dopo passo all’opera finale.

L'artista

Marco Papa (Ancona, 1973) ha svolto una ricerca lunga e approfondita, di ripensamento sulle avanguardie artistiche, con un focus sull’Italia, Paese di eredità differenti, classiche quanto rinascimentali. Dopo anni di lavoro a Milano, Papa ha scelto la natura aspra e selvaggia della Sicilia, dove ha avviato una sua nuova visione dell’arte. Il suo studio da anni si trova alle falde del monte di Erice. Sovente l’arte emigra al contrario: va là dove nasce il dolore. Un dolore arcaico, la sopravvivenza del Mediterraneo e delle sue culture. Un tema che non termina.

Come per buona parte degli artisti, il lavoro nasce sempre da un disegno. Papa ha mostrato fin da bambino un notevole talento come disegnatore, creando serie e famiglie di lavori a cui ha lavorato per anni con passione e costanza, seguendone lo sviluppo nel tempo. I suoi disegni in grafite, icastici e ironici, su immagini di riviste patinate e cataloghi – intitolati Immagini dipinte – son poi divenuti Oggetti dipinti. Il disegno è ora scultura, la grafite si è evoluta nella fibra di carbonio, tramite un processo di addizione della terza dimensione, superando la fase meramente materiale della «cosa». Una terza dimensione che però sconta processi di revisione strutturale e formale: le estremità delle sculture subiscono quasi sempre una torsione che possiamo definire organica. Che non perde di vista ancora un altro aspetto, quello temporale, nel rimando iconografico a tempi sia antichi che preconizzati. Il percorso creativo della serie Oggetti dipinti si è incrociato ed integrato con altri progetti dell’artista anconetano, in particolare con Trilogy on the Verge, cui Papa si dedica dal cambio di millennio. Si tratta di una riflessione concreta sul destino di particolari figure di uomo che divengono esempi dell’intera condizione umana: con molti sforzi e impegno giungono alla gloria ma poi ineluttabilmente trovano anche il fallimento, in un turbine esistenziale difficile da sopportare. La parola verge, presente nel titolo, indica il limite, il bordo di un precipizio visibile solo una volta che viene raggiunta la cima. In questo progetto Marco Papa ha già lavorato sulle figure dell’amico Gene Anthony Ray - il ballerino Leroy nel film e nella serie Fame (Saranno famosi), morto in Italia a soli quarant’anni; e di Mike Tyson, con cui ha potuto collaborare nella sua tenuta a Las Vegas. Questa trilogia si concluderà con una grande icona del cinema, oggi anziana militante animalista, come Brigitte Bardot.

I laboratori

La mostra di Marco Papa è accompagnata – nel suo srotolarsi fino al 31 marzo – da laboratori per precise fasce di età: da febbraio, tre incontri a cadenza mensile, svilupperanno i temi Nutrire la fantasia/Progettare la fantasia/Investire nella fantasia. Il laboratorio, pensato per le nuove generazioni e tre fasce di età diverse: bambini delle scuole elementari, ragazzi delle medie e del liceo, studenti dell’Accademia di Belle arti ma anche operatori del territorio. Un progetto diverso investe invece il periodo del Carnevale: l’idea di Marco Papa è quella di trasferire ai Quattro Canti, al centro del Teatro del Sole, la famosa Meta Gondola Fisica Redentore, trasportando l'opera lunga 6 metri, amplificata nella sua visione in realtà aumentata dell'evento che si svolse a Venezia durante la festa del Redentore nel 2017.

Le opere

Ecco le didascalie delle opere nelle cinque foto di Alessandro Zambianchi

1 Marco Papa, Visione Meta Carrozza Fisica Santa, 2020, disegno in grafite, struttura in legno
laccato, cm 250 x 680 x 60

2 Marco Papa, Max Botticelli, Nell’acqua e nel fuoco, 2017, fotografie realizzate la notte dell’opera evento Varo Meta Gondola Fisica Redentore, Bacino San Marco, Venezia, Festa del
Redentore 15 luglio 2017, serie fotografica, cm 50 x 68. Marco Papa, Looking for Gene Anthony Ray, alias LeRoy Johnson, 2002, disegno e collage su carta, cm 30 x 44. Marco Papa, Dipinta di Rosso, 2009, chaise-longue in fibra di carbonio, cm 230 x 150 x 80, tiratura limitata di 9 esemplari

3 Marco Papa, Multispada, 2020, multilegno, cm 60 x 110 x 23 circa. Marco Papa, Multitavolo, 2020, multilegno, cm 75 x 200 x 95 circa

4 Marco Papa, Luce Nera Clava, 2020, fusione in alluminio bitume, cm 66 x 32 x 26

5 Marco Papa, Visione Meta Carrozza Fisica Santa, 2020, disegno in grafite, struttura in legno

Il curatore

Il curatore della mostra, Riccardo Lisi, dal 2012 al 2020 è stato il direttore de la Rada a Locarno (Svizzera), importante spazio indipendente per l'arte contemporanea. Formatosi in statistica e imprenditorialità, ha lavorato nel marketing e nella ricerca sociale per molti anni. Nel 1996 (e poi nel 1998) da semplice appassionato, ha ideato esposizioni e performance in un tunnel abbandonato a Porlezza, sulla sponda comasca del lago di Lugano (Tunnel d'arte). Dalla fine del 2001 al 2007 ha coordinato il centro culturale La Fabbrica a Losone (Svizzera), lavorando nel frattempo come assistente di artisti internazionali, da Vanessa Beecroft (in Sicilia e a Venezia), Marco Poloni, Chiara Dynys, Al Fadhil. Sotto la sua direzione, la Rada di Locarno ha massimizzato le risorse per continuare a produrre opere e film d'arte, ma ha privilegiato un focus sulla giovane scena artistica svizzera. Il suo approccio curatoriale prevede la convinzione che chiunque possa fruire di arte contemporanea.

Gli orari

Durante Le Vie dei Tesori/Natale, Palazzo Valguarnera e la mostra Visione, Segno / Vision, Sign saranno aperti il 28/29 e 30 dicembre e il 4 e 5 gennaio, dalle 10 alle 18. Ingresso: 5 euro (adulti), 3 euro (bambini) ingresso con green pass. Prenotazioni, coupon e info: www.leviedeitesori.it. Poi giovedì 6 gennaio e domenica 9 gennaio dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Dal 14 gennaio al 31 marzo, ogni venerdì e sabato dalle 16 alle 19. Ogni domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Biglietto: 5 euro (adulti), 3 euro (bambini). Ingresso con green pass.

 

 

 

 

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