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Palermo, Pirandello al Biondo: Sebastiano Lo Monaco è Enrico IV

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La follia è soltanto il primo livello: perché l’Enrico IV è essenzialmente un dramma su quella che, nel primo ventennio del Novecento, ancora non si chiamava depressione, ma di fatto lo era. Profondamente. Pirandello conosceva benissimo quel mal de vivre che portava all’isolamento: affidò ai figli, Fausto e Stefano, il compito di condurre la madre, Maria Antonietta Portulano, in clinica. Lui, lo scrittore e drammaturgo, che raccontava l’insofferenza, non ce la fece. La seppe raccontare benissimo, però, quella follia che porta allo straniamento dal mondo.

Vent’anni fa Sebastiano Lo Monaco aveva già affrontato l’Enrico IV con la regia di Roberto Guicciardini, oggi ritorna in scena sotto la mano sicura di Yannis Kokkos: il nuovo allestimento coprodotto da Teatro Biondo (dove debutta giovedì 4 novembre alle 21 e resta in scena fino al 14 novembre), Sicilia Teatro, Stabile di Catania e Stabile del Veneto.

«È un lavoro che riprendo dopo vent’anni, con la maturità di chi ha affrontato anche altri testi di Pirandello – spiega Sebastiano Lo Monaco, che con il regista di origine greca ha già lavorato a Siracusa per l’Edipo a Colono di Sofocle -. La pazzia è soltanto uno dei livelli di lettura, il primo, quello su cui di solito ci si ferma, ma con Kokkos abbiamo approfondito la scelta depressiva di Pirandello, incapace di convivere con gli altri».

«La follia – interviene il regista che affronta per la prima volta un testo di Pirandello - è un mezzo per cercare la verità dentro se stessi. Enrico è un riflesso della difficoltà di Pirandello di rapportarsi alla società sua contemporanea. Il vero tema del dramma è il rapporto tra realtà oggettiva e verità immaginaria, in rapporto con gli altri; e soprattutto, la differenza di percezione della realtà». L’interrogativo dell’uomo contemporaneo ai tempi delle fake news. «Ogni interpretazione diventa personale, la realtà è quella che appare. Enrico era pazzo o forse no, alla fine resterà sempre il dubbio: per Pirandello la verità non è mai definitiva, ma sempre alternativa». Kokkos ha letto per la prima volta l’Enrico IV tanti anni fa, tradotto in greco. «Amo molto il suo modo di rapportarsi con il tempo, anche in scena ho voluto un orologio sempre presente: Pirandello fa la sua dichiarazione d’amore per il teatro, ma non per la vita».

Al fianco di Lo Monaco – il giovane nobiluomo che, per una caduta da cavallo, si crede re Enrico IV e, una volta rinsavito, continua a fingersi pazzo per evitare di dover rispondere di un omicidio - recitano Mariàngeles Torres, Giulia Tomaselli, Francesco Iaia, Claudio Mazzenga, Rosario Petix. Scene dello stesso Kokkos, costumi di Paola Mariani.

Le foto del servizio sono di Gaspare Macaluso.

 

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