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Botteghe e abiti d'epoca, la magia del Natale nel presepe vivente di Prizzi

PRIZZI. C’è tutto lo spirito del Natale nell’ottava edizione del presepe vivente prizzese inaugurata la notte del 24 dicembre e aperto al pubblico, per la prima giornata di visite, il giorno di Santo Stefano. E sono stati già centinaia i visitatori arrivati, da gran parte della Sicilia, nel piccolo centro sicano, che sono rimasti incantati dalle location di uno dei presepi candidato a diventare tra i più suggestivi d’Italia. In un’atmosfera impregnata di mistero e sacralità centinaia di personaggi in veri abiti dell’epoca degli anni ‘40, nel cuore storico del paese, animano i mestieri delle antiche botteghe artigiane, grazie all’utilizzo di piccoli e grandi attrezzi originali. E con loro, il visitatore, si potrà fermare, lungo il percorso, per scambiare qualche parola, visto che le curiosità sicuramente non mancano.

Saranno personalmente i “custodi” delle arti e dei mestieri del luogo come “u picuraru”, “la pastara”, “lu falegnami”, “la tissitrici” “lu scarparu”, “la lavannara”, l’oste ed ancora la ricamatrice, la massaia, il panettiere, il barbiere, il fabbro, ad accompagnare il visitatore tra suoni, profumi, sapori e melodie di strumenti dimenticati della tradizione artigianale ed agricolo – pastorale locale che fino al 6 gennaio daranno l’impronta alle decine di degustazioni di prodotti che faranno riscoprire ricette antiche della cucina locale. Ricotta, zabbina, castagne, vino, pane con olio, vin brulè, accompagneranno alcuni piatti principi della cucina prizzese come la “Tabisca a vampa” le “Fave a vugghiuneddu” e potranno essere assaggiati lungo le tappe del presepe vivente.

“Siamo felici per la grande partecipazione del primo giorno. Stiamo ricevendo grande collaborazione dalle associazioni e da moltissimi cittadini che ha portato già a questo enorme mole di visitatori” dice assessore comunale al Turismo e spettacolo Nanna Lia Leone. Niente costumi e utensili rifatti o ricreati ma reali abiti e introvabili arnesi come telai per la tessitura, banchi per calzolai, forni a legna dell’epoca, attrezzi per il ricamo e della vita quotidiana di allora potranno essere toccati con mano dal visitatore lungo il percorso che porta alla grotta della Natività animato inoltre da veri animali da cortile, da soma e della tradizione pastorizia e agricola sicana. Sono decine le location, ricavate lungo le suggestive viuzze, illuminate dal fuoco delle torce, fino alla Torre Medievale dove si potrà sostare per le degustazioni e per le visite di quello che si può considerare oltre ad un presepe un vero e proprio museo della vita contadina a “cielo aperto”. Il biglietto di ingresso che comprende tutte le degustazioni è di euro 2,50 (previste riduzioni). Chi l’ha visto se ne porta un pezzo dentro.

© Riproduzione riservata

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