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"Cure Capaci di supporto", la consulta delle donne ricorda l’omicidio di Anna Maria Scavo

A febbraio di quest’anno la Procura ha chiesto l’ergastolo per Marco Ricci che nel 2015 tagliò la gola all’ex moglie Anna Maria Scavo davanti al figlio di quattordici anni. La donna, 36 anni, era originaria di Capaci dove abitava con la famiglia. L’omicida e il figlio dichiararono agli inquirenti che era stata Anna Maria ad aggredirli con un taglierino. Dalle indagini emerse però che Ricci era andato a trovare l’ex moglie in compagnia del figlio per sfregiarla con una siringa piena di acido.

Tracce di acido furono trovate sul viso e nella bocca di Anna Maria Scavo. Proprio a Capaci opera dal 2018 la Consulta delle donne, presieduta da Alessandra Cordaro, che il prossimo 25 novembre, a palazzo Conti Pilo, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ha organizzato un incontro pomeridiano aperto alla città dal titolo “Cure, capaci di supporto”.

Venerdì alle ore 16.00, la scrittrice Ester Rizzo, autrice del romanzo Il labirinto delle perdute, ripercorrerà la storia delle donne “perdute” perché “senza onore”, come le prostitute dei Casini di Guerra, le Veneri Vaganti e le “Puttane antifasciste”, alle quali restituisce visibilità e conoscenza, come gesto di civiltà e di opposizione al patriarcato; proseguirà Federica Coglitore con il racconto dell’esperienza del centro antiviolenza Le onde. Introdurrà il tema delle cure a sostegno delle donne il ginecologo Ernesto Melluso con un intervento sulla violenza ostetrica, abuso realizzato nell’ambito delle cure ostetrico-ginecologiche e commesso dagli operatori sanitari che prestano assistenza alla donna e al neonato (ginecologo, ostetrica o altre figure professionali). Infine, attraverso l’illustrazione del progetto Pharmakon, si parlerà dell’arte che cura, con l’anestesista Monica Sapio, la terapeuta Claudia Villani e con Gabriella Butera operatrice Aisf, Associazione italiana sindrome fibromialgica. Le conclusioni sono affidate alla capogruppo consiliare Fiorenza Giambona.

“Qui a Capaci e nei territori vicini, dove è diffusa la mentalità patriarcale che impone il silenzio alle donne vittime di abusi, più che altrove è importante portare il cambiamento attraverso l’ascolto e gli aiuti concreti. – spiega Gloria Pappalardo, componente del direttivo della Consulta con Nazzarena Marino e Francesca Broccolo - La Consulta delle donne di Capaci è un organo di partecipazione delle cittadine all’attività del Comune. Fortemente voluta dal sindaco Pietro Puccio – conclude Pappalardo - è l’unica presente nella Sicilia occidentale e lavora costantemente per fare rete e offrire alternative e sostegno per la realizzazione delle pari opportunità”.

© Riproduzione riservata

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