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Addio al fotoreporter Gigi Petyx: 60 anni di Palermo raccontati dai suoi scatti

Un vuoto incolmabile segna da oggi il mondo del giornalismo palermitano. È morto a 83 anni Gigi Petyx, noto fotoreporter prima del giornale L’Ora, poi del Giornale di Sicilia. Un monumento, un esempio, un maestro per tutti quelli che si sono approcciati a questo mestiere.

Petyx alla cronaca ha dedicato la sua vita, lo ha fatto con umiltà, con dedizione, con passione. Con i suoi scatti ha raccontato oltre mezzo secolo di storia di Palermo e della Sicilia, dal disastro di Montagna Longa al terremoto del Belice, dagli omicidi di mafia agli arresti eccellenti. A distanza di poco più di due mesi dalla morte di Letizia Battaglia, il mondo della fotografia e del giornalismo piange ancora, colpito da un'altra gravissima perdita.

Gigi Petyx il 9 luglio avrebbe compiuto 84 anni. Da tempo non stava più bene, ma la sua presenza era tangibile. Sia per ricordare la stessa Letizia Battaglia nel giorno dell'addio («Quando arrivò in redazione capii subito che avrebbe fatto grandi cose»), sia per ricevere il premio alla carriera Unci «Sicilia Cronista», poco più di un anno fa.

Gigi Petyx, nato nel quartiere Capo il 9 luglio del 1938, aveva nel sangue la fotografia e il desiderio di raccontare tutti i volti della sua Palermo attraverso gli scatti, di descrivere l'aspetto nobile della città e quello più crudo, di farlo negli anni bui così come nei periodi più felici. Per questo era ancora ragazzino quando il padre, il barone Luigi Petyx Mortillaro, lo mandò a fare pratica dal fotografo Lo Verso in piazza Beati Paoli, da dove poi transitò nello studio Scafidi. Il grande passo verso il mondo dei giornali fu con L’Ora del direttore Vittorio Nisticò, che lo volle con sé. Ed è lì che da fotografo si trasformò in fotoreporter, un cronista che scrive con la macchina fotografica, che insegue la notizia a qualunque ora, che ha l'obbligo di trovarla e documentarla prima degli altri, che non può mai tornare in redazione a mani vuote.

Un modello di professionalità, serietà, amore per il proprio lavoro. Tutte doti che ha poi trasmesso al figlio Igor, che oggi come il padre è uno stimato fotoreporter. Gigi Petyx lascia la moglie Giovanna e i figli Igor, Ivana e Tatiana. Sulla sua pagina Facebook si legge: «Appeso allo spigolo dell’armadio il suo gilet da guerra, sempre pronto all’uso: nelle tasche una piccola Nikon d’assalto, la mappa della città, notes, occhiali e penne».

Tra le immagini più famose di Gigi Petyx ci sono quelle di Ninetta Bagarella, dell'arresto di Luciano Liggio, dell'omicidio del procuratore Pietro Scaglione, del terremoto del Belice, del disastro aereo di Montagna Longa e di tanti altri protagonisti e luoghi della storia della Sicilia, raccolte nel libro Palermo Petyx di Laura Grimaldi e Claudia Mirto. «Iniziai a fare gavetta coi calzoni corti - si racconta così Gigi Petyx nel libro, lui che impugnò a tredici anni la sua prima macchina fotografica -  prima in uno studio fotografico, occupandomi di matrimoni, battesimi e ritratti di famiglie in posa, poi approdai all’atelier di Giusto Scafidi, in via Ruggero Settimo, immortalando la vita quotidiana dei palermitani allo stadio, a teatro, alle feste private e a quelle di piazza».

Alla famiglia di Gigi Petyx le condoglianze del Giornale di Sicilia, di Tgs, Rgs e Gds.it.

© Riproduzione riservata

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