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Lezioni di legalità nelle scuole di Lascari in nome di Pio La Torre

“Perché Pio La Torre è diventato così scomodo da essere ucciso?” La domanda, immediata e diretta, è di Mario, alunno dell'istituto comprensivo di Lascari. La sua curiosità è in buona compagnia: con lui, infatti, ci sono diverse decine di ragazzi e ragazze della scuola secondaria e primaria della città, e in tanti si fanno avanti chiedendo di più della storia di quel deputato siciliano ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982 insieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo. Una storia ricostruita agli occhi dei più piccoli dalla viva testimonianza di Vito Lo Monaco, presidente del centro studi intitolato a Pio La Torre, compagno di tante battaglie sin dagli anni di militanza in Federterra. Il racconto attraversa l'occupazione delle terre incolte e l'ingiusta detenzione all'Ucciardone per i moti di Bisacquino, la mobilitazione di Comiso contro l'installazione dei missili Cruise, la denuncia del “Sacco di Palermo” e la pubblica accusa dei conniventi politici della mafia in Sicilia, fino alla legge Rognoni- La Torre, punto di riferimento del contrasto alle mafie.

Un progetto di riconquista dei diritti interrotto dall'omicidio, ma portato avanti oggi dal centro Pio La Torre in oltre 600 scuole e decine di carceri in tutta Italia, con l'antimafia che diventa parte essenziale dell'educazione. Ne hanno avuto contezza i docenti presenti, i rappresentanti del Comune, del Consiglio e della giunta di Lascari che hanno assistito all'incontro. Alcune domande forse avrebbero messo in difficoltà anche loro: “Esiste oggi tra i politici un Pio La Torre?” ha chiesto Syria. “La sua lotta e la sua protesta sono stati contro dei politici importanti, perché?” domanda Nora. Il dubbio è al centro della questione posta da Edoardo: “Se Pio La Torre fosse ancora vivo, avrebbe fatto di più per sconfiggere la mafia?”. “La figura di La Torre mi ha colpito molto – dice Rosario - perché fin da giovane ha combattuto per cambiare il mondo, per la giustizia sociale e per vincere la povertà. Vorrei sapere quali erano i suoi sogni più grandi”.

“Prima ancora di imparare a parlare l’uomo doveva avere nella testa un gran punto interrogativo”, scriveva Gianni Rodari nel suo “Libro dei perché” e chissà che non sia troppo tardi, anche per chi la scuola l'ha finita da un pezzo, imparare la storia di Pio La Torre dai perché dei più piccoli.

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