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Mafia e pizzo da Trabia alle Madonie, chieste 19 condanne e un’assoluzione: nomi e foto

Alle battute finali il processo «Black cat», che si sta svolgendo davanti al Tribunale di Termini Imerese presieduto dal giudice Vittorio Alcamo (a latere Angela Lo Piparo e Gregorio Balsamo). A giudizio, come si legge in un articolo di Giuseppe Spallino sul Giornale di Sicilia in edicola, capi e gregari della mafia da Trabia a San Mauro Castelverde, passando per Caccamo, Polizzi Generosa e altri paesi delle Madonie.

Determinanti le dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia Andrea Lombardo, e poi del padre Francesco della famiglia mafiosa di Altavilla Milicia.

Complessivamente la richiesta è di 19 condanne per 229 anni di carcere e un'assoluzione. Le richieste di condanne più elevate riguardano gli imputati definiti «organici» delle famiglie mafiose dei mandamenti di Trabia e San Mauro Castelverde, mettendosi al servizio di Cosa nostra soprattutto nelle estorsioni ad imprenditori e commercianti del territorio.

Ecco le richieste: condanne per Peppino Barreca di Gangi a 16 anni, Riccardo Giuffrè di Caltavuturo a 13 anni, Gioacchino Martorana di Castelbuono a 12 anni per associazione mafiosa e 3 anni e 1.500 euro di multa per ricettazione con esclusione della continuazione, Benedetto Mazzeo di Montemaggiore Belsito a 12 anni e 6 mesi, Giacomo Di Dio di Capizzi a 7 anni e 5 mila euro di multa, Salvatore La Barbera di Trabia a 7 anni e 6 mesi oltre a 6 mila euro di multa, Francesco Lo Medico di Bagheria a 4 anni, Sebastiano Sudano e Francesco Saitta di Ramacca a 7 anni e 6 mesi, Ignazio Arena di Trabia a 7 anni, Rosario Lanza di Cerda a 15 anni, Gianluca Cancilla di Trabia a 15 anni, Nicasio Salerno di Caccamo a 18 anni, Luigi Giovanni Barone di Caccamo a 18 anni, Mercurio Bisesi di Termini Imerese a 18 anni, Loreto Di Chiara di Caccamo a 18 anni, Nicola Teresi di Sciara a 12 anni e 6 mesi, Antonio Marino di Trabia a 10 anni e Giuseppe Albanese di Caltavuturo a 18 anni; un'assoluzione per Antonio Giuseppe Termini di Polizzi Generosa «per non aver commesso il fatto».

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