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Palermo, Lagalla incontra Vasco Rossi e gli regala un libro su Villa Niscemi

Parla la produzione del tour: «Si programma almeno un anno prima. Il legame dell'artista con i fan è unico»

Dalla pancia del Renzo Barbera si avverte la febbrile attesa dei 37 mila pronti ad urlare e cantare i grandi classici del Komandante anche in questa seconda data palermitana. Dagli spalti e dal prato la visione è paradisiaca, oltre 50 metri di palco, dotato di una lingua che si immerge tra le prime file del pubblico del parterre. Dietro le quinte, però, il lavoro è costante, frenetico, per assicurare anche in questa seconda uscita uno spettacolo indimenticabile. Alle 18, dai cancelli della porta carraia della tribuna fa il suo ingresso il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, tornato al Barbera per poter conoscere e stringere la mano a Vasco Rossi, che dopo un’assenza di diciotto anni segna il ritorno dei grandi eventi nel capoluogo siciliano:

«Ciò che colpisce è certamente la normalità di un personaggio che appare straordinario nell’immaginario generale e questo rafforza il sentimento di apprezzamento e in qualche modo di considerazione del personaggio che soprattutto è un uomo». Il sindaco ha regalato al rocker di Zocca un libro su Villa Niscemi, da poco riaperta, e ha scambiato con lui qualche parola sulla prima esibizione. Un piccolo momento di pausa e relax, che non ha per nulla interrotto l’instancabile lavoro di tutti gli operatori e le maestranze della Live Nation, società di produzione dei concerti di Vasco Rossi. «In questo tour - racconta Laura Palestri, tour manager - siamo circa 174, che si muove da città in città. Dagli hotel ai ristoranti, treni, navi, macchine. Poi, buona parte del lavoro è dedicata anche all’artista, ai suoi spostamenti».

A colpire il pubblico palermitano, e non solo, è stata però la grande tecnologia della scenografia, «che da sempre è un marchio di tutti i concerti di Vasco - spiega Laura -. I materiali sono sempre nuovi, abbiamo usato per la prima volta alcuni fari e luci qui a Palermo, così come gli effetti laser. C’è la massima attenzione a qualsiasi cosa, siamo una macchina che lavora per un grande ed irripetibile evento, perché di fatto poi ogni concerto di Vasco è irripetibile». Laura poi si sofferma sul suo rapporto con Vasco, che ha un legame speciale con tutti i componenti della sua squadra: «L’ho conosciuto prima non in veste lavorativa, poi per un qualche anno ero nella sua casa discografica e poi ho iniziato a lavorare nei suoi concerti. Tutti i suoi tour sono indimenticabili e per un motivo o per un altro sono tutti dentro il mio cuore».

La macchina organizzativa pensa proprio a tutto, anche a coccolare gli stessi fan: «Sono tantissimi e iniziano a programmare almeno un anno prima il giro del tour. Un lavoro che poi trova riscontro nei grandi accampamenti che una settimana prima si creano intorno agli stadi dove Vasco di esibisce, così come è successo qui - spiega Luigi Ramarina, referente del fan club del Blasco -. Un legame che lega Vasco ai fan che è unico, un rapporto empatico, e va sottolineato il grande atteggiamento molto rispettoso: in nessuna città si è mai venuto a creare neppure il minimo disguido. Nessuno di loro farebbe fare una brutta figura a Vasco, per questo noi siamo sempre sereni quando si spostano queste masse, per il grande rispetto che c’è. E, ribadisco, c’è poi un legame di anima, di cuore».

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