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A Palermo nasce il collettivo del poliamore: quando il sentimento non è esclusivo

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Palermo, Società
Il mio caos (disegno di Ester Cardella)

Se alla base si parla già di poliamore, non ha più alcun senso la gelosia o l’esclusività di coppia. Insomma, il rapporto aperto è un valore in sé ed anche uno strumento utile contro violenza e abbandono.

Adesso anche a Palermo si inizia a parlare di questo movimento che sta prendendo piede già nel resto d’Europa. E siamo ai primi incontri in città, nei quali sul tavolo, ci sono i problemi delle relazioni del Terzo Millennio. La monogamia ha ancora senso? È naturale o culturale? E il nostro rapporto con gelosia e tradimento, è corretto? Secondo dati Eurostat, in Italia il numero di matrimoni dal 1960 al 2018 è progressivamente calato da circa 388 mila a 196 mila ogni anno, nonostante sia avvenuto un recente boom di matrimoni dovuto allo stop delle cerimonie durante la pandemia. Nel frattempo, è aumentato l’interesse per altri orientamenti relazionali e il tema è affrontato sempre più apertamente.

In città sono stati organizzati alcuni «poliaperitivi» con lo scopo di creare un collettivo e diffondere e valorizzare la «cultura del poliamore e delle non monogamie consensuali e contribuire alla crescita della comunità poliamorosa palermitana», come si legge in un documento. «Essere poliamorosi - dicono gli esponenti del neonato Collettivo Poliamore Palermo - non è facile perché anche noi subiamo polifobia e shaming moralista. Le famiglie allargate non sono riconosciute né tutelate dalla legge».

Da qui una serie di dichiarazioni d’intenti. «È nostra volontà promuovere la cultura della comunicazione non violenta, dell’ascolto, del non giudizio verso ogni forma di vissuto – scrivono dalla nuova comunità -, orientamento sessuale e modello relazionale o affettivo e promuovere la cultura del consenso nelle relazioni contrapponendoci così a ogni forma di discriminazione e violenza di genere, di oggettificazione dell’altro, romanticizzazione della gelosia e del possesso che creano la base su cui si sviluppa la violenza passionale».

Durante i primi due poliaperitivi, ospitati da Moltivolti, i partecipanti hanno raccontato le loro diverse esperienze ed è stato anche possibile visitare la mostra di Ester Cardella, fumettista dark, erotica, indipendente che realizza i suoi disegni a mano libera e non su supporti tecnologici. Le sue opere lasciano sempre messaggi di indipendenza, sensualità, voglia di esprimere i propri desideri e di abbattere i tabù che circondano la donna.

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