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Palermo «stampata» sugli abiti: una collezione racconta Villa Giulia

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PALERMO. Le stampe sono un modo per parlare attraverso la moda, per affidare ai tessuti un messaggio o la raffigurazione di un sogno. Ed è una passeggiata ideale fatta in un giardino pubblico di Palermo a caratterizzare la collezione primavera-estate 2017 dello stilista Sergio Daricello che è stata presentata nei giorni scorsi a Parigi.

Il designer prende ispirazione da Villa Giulia, realizzata dall’architetto Nicolò Palma ed arricchita nell’Ottocento da Damiani Almeyda. «È un luogo che ha uno spirito che fonde la realtà romantica con quella neoclassica – racconta Daricello - La struttura del giardino, regolare e geometrica, viene completata da esedre e sculture che, pur seguendo un rigore neoclassico, in alcuni dettagli, non vogliono dimenticare il riflesso di un Rococò siciliano ancora presente».

Questi i punti di partenza per lo sviluppo della collezione, un rimando alla plissettatura dei tessuti intesa come elemento decorativo portante e a tagli di modellistica geometrici. La leggerezza viene trasmessa con l’uso di materiali dall’aspetto etereo, popeline di cotone e seta, organze di seta e di cotone, tessuti laserati e chiffon tecnici plissettati.

Piccoli interventi di luce sono presenti grazie all’uso di un tessuto tecnico misto seta con del filo metallico. Il fit morbido incontra quello retto, e il gioco dei contrasti tra i volumi fa da leitmotiv in tonalità che vanno dal bianco al rosa, precipitando nel più profondo ed elegante nero.

E se per la main collection le stampe riprendono gli elementi decorativi presenti nelle esedre di Almeyda all’interno del parco, nella nuova parte lo stilista ha aggiunto un’impronta pop che rende più contemporaneo l’uso di certe forme e di certe stampe. In questa versione i colori diventano corallo, turchese e verde acido come la tonalità del capo iconico della collezione 2017 di Sergio Daricello, l’abito da sera in duchesse stampata con peplum asimmetrico verde acido.

Nella predilezione per i tessuti stampati di Daricello, che dopo un’esperienza all’Accademia di Belle Arti del capoluogo siciliano si è formato nel mondo della moda a Milano, si rintraccia l’impronta del grande stilista Gianni Versace, acquisita durante il periodo in cui ha lavorato come responsabile stile uomo apparel & accessories per le linee Versace Jeans e poi Versus.

Lo stilista calabrese, brutalmente ucciso a Miami nel 1997, è stato il re delle stampe. La semplice visione di certi abiti o certe camice riporta immediatamente, chi l’ha vissuto o studiato, al periodo di splendore degli anni Ottanta e Novanta, in cui il designer internazionale per eccellenza ha imperato, un periodo in cui la moda italiana era al top del mondo. È il suo logo, la Medusa, la stampa di Versace per eccellenza, e ancora le atmosfere barocche, il look greco antico e quello da fantino.

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