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Formazione e forestali, grane elettorali in vista delle Europee: tavoli di crisi alla Regione

Le vertenze: protestano 24 mila lavoratori senza stipendio da tempo o in attesa del posto fisso

Palermo.Edilizia scolastica conferenza stampa del Presidente della Regione Renato Schifani e asssessore Mimmo Turano. Ph.Alessandro Fucarini

Da un lato gli enti della formazione professionale con i loro 6 mila operatori senza stipendio da mesi, dall’altro i circa 18 mila forestali in attesa di aumenti e posto fisso. A meno di un mese dalle elezioni due dei principali comparti della Sicilia si muovono contro i palazzi del governo. E costringono gli assessori a manovre di salvataggio dal grande peso elettorale.
In meno di due ore, ieri, l’assessore alla Formazione Mimmo Turano e l’assessorato alle Foreste, retto ad interim da Renato Schifani, hanno dovuto convocare tavoli di crisi per evitare proteste di piazza che potrebbero avere effetti sul voto dell’8 e 9 giugno.
La situazione più tesa è quella denunciata dagli enti della formazione professionale. Le otto associazioni che mettono insieme la maggior parte degli enti - Forma Sicilia, Iform Confimpresaitalia, Federterziario Scuola, Cenfop, Assofor, Anfop, Asef, Forma.re - lamentano la mancata erogazione di finanziamenti che valgono 136 milioni. «In particolare - ha spiegato ieri Gabriele Albergoni del Cenfop - non è mai partito l’Avviso 3 che premetterebbe di attivare i corsi per gli ex percettori di reddito di cittadinanza e per i cassintegrati. Vale 56 milioni e senza questi corsi i disoccupati non possono neanche incassare il contributo da 350 euro al mese disposto dallo Stato. In più gli avvisi 7 e 8, per i corsi più tradizionali, sono iniziati ma senza che la Regione abbia ancora erogato i soldi. E tutto grava quindi sulle casse degli enti, in attesa che si sblocchi il contributo pubblico».
La protesta degli enti è sposata da Cgil, Cisl e Uil che nei giorni scorsi con Michele Vivaldi, Honorè Federico e Ninni Panzica hanno chiesto l’apertura di un tavolo di crisi per scuotere la Regione.
Il tavolo è stato fissato ieri da Turano per giovedì mattina. Ma l’assessore ha convocato solo gli enti insieme all’Ugl escludendo Cgil, Cisl e Uil. E su questa mossa si è innestata una complicata battaglia politica interna alla maggioranza. Perché il presidente della quinta commissione dell’Ars, il meloniano Fabrizio Ferrara, ha giocato d’anticipo e ha convocato gli enti e tutti i sindacati per stamani. E al cospetto dello stesso assessore passerà ai raggi X la vertenza.
Sanno, gli uomini di Fratelli d’Italia, che Schifani è molto infastidito dalla nuova crisi che si è aperta nel mondo della formazione professionale. Il presidente lamenta la mancata collaborazione da parte dell’assessore Turano e medita un cambio proprio in quel ramo se, come probabile, dopo le Europee scatterà il rimpasto.
Turano è candidato alle Europee e sa che la grana-formazione può costargli caro in campagna elettorale. Per questo motivo ieri ha provato a riprendere le redini della vertenza, allargando il panorama delle responsabilità ad altri assessorati. Al tavolo di crisi di domani Turano ha convocato i colleghi (e i dirigenti generali) degli assessorati alla Famiglia e all’Economia: «Vedremo se ci sono davvero dei ritardi, come lamentano gli enti. E di chi sono le responsabilità. E insieme cercheremo le soluzioni». In più Turano proprio ieri ha annunciato lo sblocco almeno dei fondi dei corsi Ifp (quelli che sostituiscono le scuole superiori) cercando di arrivare all’incontro di domani con una notizia in grado di ammorbidire il fronte avversario. Che però, filtra dalle associazioni degli enti, potrebbe perfino disertare l’incontro se la seduta di oggi in commissione portasse cattive notizie. In quel caso scatterebbe la protesta più dura. L’Ugl, con Ornella Cuzzupi e Giuseppe Messina, soffia sul fuoco: «Lo scollamento tra l’Ars e la giunta di governo non fa altro che esaltare come le massime istituzioni siciliane si scontrano sul terreno della formazione professionale».
Il clima è tesissimo. E rischia di essere aggravato dalla protesta attivata da Cgil, Cisl e Uil di categoria sulla mancata riforma dei forestali. I sindacati si erano autoconvocati in piazza e l’assessorato, provando anche in questo caso a giocare d’anticipo, ha organizzato un tavolo di crisi per oggi alle 9,30. Cgil, Cisl e Uil chiedono una accelerazione sulla riforma che era stata studiata e presentata in giunta dall’allora assessore Luca Sammartino (dimessosi perché finito sotto indagine). I sindacati hanno definito «non rinviabile, dopo anni di attesa, l’approvazione della normativa alla luce dei continui disastri che ogni anno colpiscono la nostra Isola». Ma la pausa elettorale che ha paralizzato l’Ars e la mancanza di un assessore rendono facile la previsione di uno slittamento a dopo l’estate.

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