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Palermo, lo sciopero dei lavoratori Sispi: dal Comune uno spiraglio per i rinnovi dei contratti

I dipendenti della società che gestisce i servizi informatici e telematici hanno scioperato per 8 ore. Dc e Pd: «Tuteleremo i lavoratori». I sindacati: «A parole sono d'accordo con noi»

Invocano il rinnovo del contratto di servizio della Sispi, la società partecipata che gestisce i servizi informatici e telematici del Comune di Palermo, e chiedono di non perdere neanche un centesimo sull'integrativo, al contrario di quanto previsto da una delibera approvata lo scorso novembre dalla giunta Lagalla. Oggi (20 marzo), nel giorno in cui l lavoratori hanno scioperato per otto ore, le due organizzazioni sindacali Fiom e Fim sono state convocate ad una conferenza di capigruppo in Consiglio comunale a Palazzo Comitini.

«Abbiamo ascoltato con grande attenzione e apertura le richieste e le proposte avanzate dalle sigle sindacali rappresentative dei lavoratori della Sispi - afferma Domenico Bonanno, capogruppo della Dc -. Il nostro gruppo consiliare, sin dalla presentazione da parte dell’amministrazione della proposta di delibera, ha posto grande attenzione al contratto di servizio con l’obiettivo di arrivare nel più breve tempo possibile al risultato dell’approvazione. Sispi e i suoi lavoratori rappresentano un patrimonio da tutelare e valorizzare e meritano tutte le attenzioni e la disponibilità che la politica è capace di dare».

Sulla vicenda intervengono anche i consiglieri comunali del Pd Rosario Arcoleo, Fabio Giambrone, Giuseppe Lupo, Teresa Piccione: «Non condividiamo le decisioni dell’amministrazione Lagalla sul contratto di servizio, che non può in alcun modo pregiudicare il patrimonio di professionalità e competenze dei lavoratori né la qualità del servizio ai cittadini.  Vigileremo in Consiglio comunale a qualsiasi decisione della giunta Lagalla che penalizzi il servizio e i lavoratori svalutando la società del Comune».

«Adesione del cento per cento allo sciopero di 8 ore indetto oggi alla Sispi», fa sapere la Cgil. «I lavoratori dell’azienda hanno manifestato in mattinata con un presidio davanti a palazzo Comitini, con le bandiere della Fiom Cgil e della Fim Cisl, per chiedere di modificare la proposta di delibera per il rinnovo del contratto di servizio al fine di facilitare nuove assunzioni, progressioni economiche e di carriera e il rinnovo dell’integrativo, senza la decurtazione del 30 per cento prevista invece nell’atto dal piano di riequilibrio», aggiungono.

«Tutti a parole - affermano i segretari generali di Fiom Cgil Palermo e Fim Cisl Palermo Trapani Francesco Foti e Antonio Nobile, assieme alle Rsu Fiom Antonio Flaccomio e Fim Giuseppe Di Giorgi e Giuseppe Militello - hanno detto che condividono le nostre richieste e sono allineati con noi. L’adesione totale allo sciopero è di certo un segnale importante, che viene dai lavoratori, che non staranno a guardare mentre il futuro di una realtà produttiva e strategica come Sispi viene messo in forse. L’azienda oggi si è fermata, adesso  aspettiamo che seguano i fatti. Sono troppe le parole ascoltate in questi anni, prima dalla giunta Orlando e ora dalla giunta Lagalla. Non possiamo perdere altro tempo aspettando i tempi biblici della politica».

«Da un lato potremmo essere soddisfatti che si va verso il rinnovo del contratto di servizio, scaduto da tempo e prorogato più volte – aggiungono Fiom e Fim – Il punto, come abbiamo messo in evidenza oggi, è che la delibera non ci sta bene così com'è, perché prevede che restino bloccate le assunzioni e le progressioni economiche e di carriera. Il nostro salario da metalmeccanici è ingessato da tempo: la proposta di delibera prevede, per il rinnovo del contratto di secondo livello, la riduzione dell’integrativo del 30 per cento, a regime. Noi chiediamo l’aumento dello stipendio e invece ce lo vogliono ridurre. Chi ci assicura che in questo breve lasso di tempo che ci separa dall’approvazione dell’atto, riusciremo a ottenere nella delibera per il nuovo contratto di servizio le modifiche che ci interessano? La nuova convenzione non può contenere solo tagli e penali, ma risorse per il rilancio e lo sviluppo dell’azienda. Il personale è già sceso da 120 a 100 unità e serve un ricambio».

Fiom e Fim ribadiscono che «soltanto un terzo del fatturato della Sispi è a carico del bilancio del Comune, gli altri due terzi non provengono dal contratto di servizio e non sono a carico dell'ente, ma sono frutto di progetti di sviluppo che l’azienda svolge attraverso finanziamenti del Pon Metro-Po Fesr-Pnrr, producendo quindi servizi aggiuntivi ai cittadini e utili economici al Comune che, essendo unico azionista, può benissimo incamerare e utilizzare a sua scelta. Indebolire un’azienda strumentale  è politicamente illogico perché si indebolirebbe anche la capacità di entrate dell’ente, solo per fare alcuni esempi: la riscossione tributi, la gestione delle ztl e, ancora, gli incassi delle violazioni del codice della strada. Quindi sarebbe un boomerang per le entrate del bilancio comunale stesso. E’ questa la volontà politica del Comune? Qualora le cose restassero immutate, verrebbe il dubbio che ci sia una volontà di indebolire e mettere in difficoltà la Sispi. per puntare sul privato».

A manifestare solidarietà alle dipendenti e ai dipendenti della Sispi in sciopero c’erano anche le rsu di aziende del settore metalmeccanico, con lavoratori di Italtel, Leonardo, Sirti, St Microelectronics, Selikab.

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