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Adolescenti e Covid a Palermo, il progetto dei liceali diventa buona pratica

Un progetto realizzato in collaborazione tra la Città Metropolitana di Palermo e un liceo del capoluogo durante la pandemia che ha messo in luce i sentimenti degli studenti, costretti a stare in casa, in uno dei momenti di maggiore socialità della vita. È il progetto che ha ottenuto il certificato di “Buona pratica” da parte del ministero dell’Interno e che è stato realizzato dall’Area Politiche del Lavoro e Pari opportunità della Città Metropolitana con la supervisione della responsabile del servizio Rita Calascibetta e del dirigente dell'area Sviluppo economico Filippo Spallina.
Il progetto “Adolescenti e Covid” nel 2020, portato avanti con il Liceo delle Scienze Umane De Cosmi di Palermo, ha tratto spunto dalla constatazione che l’emergenza pandemica è stata particolarmente penalizzante per gli adolescenti, i quali nell’età della massima socializzazione sono stati costretti in casa, separati da amici, compagni di scuola e docenti e costretti a reiventare nuovi modi di relazione.
In considerazione di ciò, è sembrato utile intervenire attraverso una duplice azione: da un lato, attraverso incontri in DAD destinati agli studenti della classe 5G del suddetto Liceo, nell’ambito dei percorsi di PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento), al fine di dare la possibilità ai ragazzi di esprimere il particolare vissuto del periodo pandemico relazionandosi con i compagni e con il tutor di riferimento; dall’altro, con la somministrazione di un apposito questionario agli studenti di diverse classi per raccogliere una serie di informazioni utili ad orientare al meglio le politiche giovanili.
Quanto alla prima azione, sono stati organizzati in particolare 4 incontri in didattica a distanza della durata di 3 ore ciascuno, nel corso dei quali i ragazzi della classe V hanno avuto la possibilità di esprimere liberamente i propri pensieri e stati d’animo (spesso di paura, ansia e solitudine) ed è stato possibile analizzare con attenzione i problemi emersi durante il lockdown (ad esempio la scarsa socializzazione e l’inevitabile conseguente uso eccessivo dei social). Gli incontri hanno offerto ai ragazzi indicazioni utili ad elaborare le emozioni e a sviluppare una sempre maggior consapevolezza su questi temi, nonché a costruire abitudini e stili di vita equilibrati, valorizzando la propria autonomia.
Tramite la seconda azione, consistente nello svolgimento di una ricerca mirata tendente a conoscere come sono cambiate le abitudini degli studenti durante la pandemia, attraverso la somministrazione a 193 studenti di età media di 17 anni dell’apposito questionario “La vita ai tempi del covid 19”, è stato possibile avere un quadro realistico delle situazioni vissute e delle emozioni provate dai ragazzi. I dati raccolti, che hanno fotografato spaccati di vita reale, sono stati quindi analizzati dal Servizio politiche del lavoro, pari opportunità e alternanza scuola-lavoro della Città Metropolitana di Palermo che ha così potuto orientare le politiche post-pandemiche nella direzione del sostegno e valorizzazione dei processi di crescita, nonché della creazione di nuove opportunità di socialità e condivisione.

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