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Lo stadio delle Palme poteva ospitare i concerti, assolti l'ex vicesindaco Arcuri e una dirigente

Palermo, Politica
Il montaggio del palco per il concerto di Mika allo stadio delle Palme nel 2016

Per autorizzare i concerti di Mika e dei Negramaro allo stadio delle Palme nel 2016 non era necessaria l’autorizzazione della parte del Comitato ordine e sicurezza pubblica per adottare le ordinanze in deroga che consentivano i due concerti. Il collegio della terza sezione del tribunale di Palermo presieduto da Fabrizio La Cascia ha così assolto, perché il «fatto non sussiste», l’ex assessore e vice sindaco Emilio Arcuri, che era accusato di abuso d’ufficio. Assolta, sempre dall’accusa di abuso d’ufficio, anche la dirigente del servizio Sport e gestione degli impianti sportivi di Palazzo delle Aquile, Fernanda Ferreri, in relazione a presunte irregolarità sull’organizzazione delle manifestazioni.

Secondo gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, lo Stadio delle Palme non avrebbe potuto ospitare concerti, ma solo manifestazioni sportive. Per la dirigente Ferreri, a cui toccava il compito di firmare la deroga al regolamento comunale, le due esibizioni avrebbero potuto invece svolgersi in quello scenario. Si sarebbe comunque fatto un tentativo di ospitare Mika e i Negramaro in un’altra struttura, il Velodromo, che però, nell’estate del 2016, era inagibile. L’allora vicesindaco Arcuri avrebbe deciso di firmare il via libera allo sforamento dei limiti di emissioni sonore e lo spettacolo, sostiene l’accusa, si svolse allo Stadio delle Palme senza però il parere del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della prefettura. Da qui l’ipotesi di abuso. Contestata però dalla difesa, che ha sostenuto invece la correttezza della decisione e la volontà di rispettare le norme in vigore sulle emissioni sonore, peraltro volute fortemente dalla giunta Orlando. Una tesi che è stata acccolta dai giudici.

L’inchiesta era nata da un esposto presentato da due associazioni, «Comitati Civici» e «Vivo Civile», nonché dal consigliere comunale Filippo Occhipinti, perplessi di fronte alla scelta compiuta dall’amministrazione comunale.

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