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PIANO DI RIEQUILIBRIO

Piscina di Palermo, l'assessore: «Ticket pari a quello meno costoso tra gli impianti italiani»

Palermo, Politica
La piscina comunale di Palermo

«La delibera con la quale la Giunta ha rimodulato le tariffe degli impianti sportivi è in linea con il percorso del piano di riequilibrio che, si rammenta, rappresenta l’occasione per riorganizzare la macchina comunale e per evitare le conseguenze del dissesto che, con riferimento alle tariffe dello sport, provocherebbe un aumento fino al massimo di quanto stabilito dalla delibera di consiglio comunale n.258 / 2011 (per fare un esempio, la tariffa oraria massima per l’ingresso in piscina sarebbe di 10 euro». Lo dice l’assessore comunale allo Sport, Paolo Petralia Camassa.

L'assessore: «Prezzo pari alla piscina meno costosa tra gli impianti italiani»

«Nel rimodulare le tariffe - aggiunge - si è tenuto conto, attraverso un lavoro minuzioso degli uffici, dei tariffari di altre città che gestiscono direttamente come enti locali gli impianti sportivi. L’adeguamento, inoltre, tiene conto anche delle esigenze di accessibilità mantenendo, come nel caso della tariffa oraria della piscina comunale, un prezzo pari alla piscina meno costosa tra gli impianti italiani. Occorre ricordare ai consiglieri Chinnici e Bertolino (presidente della Commissione sport) che evidentemente dimenticano che da anni è iscritto all’ordine del giorno del Consiglio comunale il nuovo regolamento per la gestione degli impianti sportivi, che consentirebbe una migliore organizzazione del servizio, regolamento che è stato per un anno intero affrontato da me insieme alla V commissione sport del Comune».

«Forse per i consiglieri la Ztl viene prima dello sport, dato che è stato ed è ancora l’argomento più in auge nella discussione politica. Delle due l’una, o alcune forze politiche tifano per il dissesto, e quindi nel caso ad esempio della piscina a un aumento a 10 euro della tariffa oraria, o non hanno consapevolezza della fase storica che stanno vivendo centinaia di comuni rispetto ad un problema sistemico derivante dalla finanza diretta», conclude l'assessore.

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