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GAL HASSIN

Isnello, impegno del ministro e del Pd per salvare l'osservatorio astronomico

«Dobbiamo salvare il Centro internazionale per le Scienze Astronomiche, GAL Hassin di Isnello, dal rischio di chiusura. È un polo di eccellenza per la ricerca astronomica, riconosciuto sia a livello regionale che nazionale, una risorsa culturale importante e un’opportunità di crescita economica sia per la Sicilia che per tutto il Paese. Negli anni sono tante le personalità scientifiche di grandissimo rilievo che hanno presenziato al GAL Hassin, in particolare i premi Nobel per la Fisica George F. Smooth e Michel Mayor, l’astronauta Paolo Nespoli, Giovanni Bignami, Nicolò D’Amico, Margherita Hack, Corrado Lamberti, Marcello Corradini. Inoltre, solo negli ultimi 3 anni risultano più di 50 mila i ragazzi che hanno visitato la struttura guidati da astrofisici in percorsi didattici di grande interesse. Sarebbe grave che dovesse interrompere la sua attività per mancanza di fondi, così come denunciato dal suo presidente. Per queste ragioni abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, per sapere come intenda intervenire per salvaguardare l’Osservatorio delle Madonie». Così in una nota congiunta Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura, e Carmelo Miceli, deputato Pd eletto a Palermo.

«La risposta del ministro - proseguono gli esponenti dem - è soddisfacente, sia perché ha riconosciuto e condiviso il prezioso contributo scientifico che la Fondazione svolge in termini di diffusione della cultura astronomica e di valorizzazione del territorio, sia perché ci ha rassicurato in merito alle prospettive di continuità finanziaria della Fondazione nel prossimo futuro, evidenziando come siano state bandite le risorse per il triennio 2021-2023. Inoltre, un altro meccanismo di finanziamento della Fondazione si rinviene nei fondi del Ministero destinati al funzionamento degli enti privati che svolgono attività di ricerca. Non solo, l’Agenzia spaziale europea costruirà nell’area del monte Mufara un nuovo potente telescopio, anche per le condizioni atmosferiche uniche per la visione del cielo. Rischiamo, dunque, di assistere al paradosso per il quale le grandi risorse messe in campo per l’allestimento di questo parco scientifico rischiano di andare sprecate se tutte le istituzioni, a partire dalla regione Sicilia che invece inspiegabilmente è assente e disinteressata, non agiranno di concerto per sostenere questo polo di eccellenza. Sottolineiamo infine - concludono Di Giorgi e Miceli - le opportunità che possono sorgere grazie al Pnrr per un ulteriore rilancio dell’Osservatorio, potendosi aggregare con le altre realtà accademiche e scientifiche del territorio».

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