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Palermo, il progetto del centro direzionale della Regione: i francesi esclusi ricorrono al Tar

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centro direzionale, Palermo, Politica
Il progetto del centro direzionale della Regione

Secondo i piani della Regione, a ottobre 2021 doveva essere già pronto il progetto definitivo del mega centro direzionale di Palermo da 425 milioni in cui far confluire tutti gli uffici dei vari assessorati. E invece, già bloccata da una serie di rilievi, ora sulla gara per assegnare la progettazione si abbatte un macigno che rischia di bloccare per anni l’intero iter. Lo studio francese che aveva vinto l’incarico, poi escluso ad agosto, ha presentato un ricorso al Tar con cui chiede di tornare in partita e nel frattempo di sospendere tutto.

Un passo indietro. Da oltre tre anni la Regione prova ad avviare la realizzazione del centro direzionale: sono pronti 425 milioni per trasformare l’intera area dove oggi sorge l’assessorato al Territorio. Nell’estate 2020 è arrivata al traguardo la gara per assegnare l’incarico di progettazione, che vale da solo 2 milioni. Ha vinto il raggruppamento Tekne di Milano, al cui interno è fortissima la componente parigina: lo studio Leclercq Associés.

Ed è a questo punto che la Regione scopre che François Leclercq, architetto e urbanista, avrebbe avuto un precedente rapporto professionale con il presidente della commissione aggiudicatrice, l’ingegnere parigino Marc Mimram.

Da qui l’annullamento della graduatoria e l’assegnazione dell’incarico al terzo classificato, un raggruppamento guidato dallo studio Transit, che tra l’altro ha presentato un progetto che prevede un solo grattacelo a differenza delle tre torri ipotizzate dalla Regione nel 2018.

Ma adesso Leclercq si è rivolto al Tar sostenendo, in estrema sintesi, che la Regione non aveva inserito nel bando i motivi che sarebbero alla base dell’esclusione: in particolare - si legge nel ricorso - sono stati introdotti dopo la fine della gara nuovi elementi di verifica, diversi da quelli previsti nel disciplinare. Il passaggio chiave del ricorso è questo: «Laddove la Regione avesse voluto acquisire una dichiarazione relativa ad ogni eventuale tipologia di rapporto (ulteriore rispetto a quelle previste dalla lex specialis) lo avrebbe dovuto richiedere in termini chiari ed espliciti, allegando un modello di dichiarazione altrettanto chiaro e inequivoco».

Il nodo è sempre quello dei precedenti rapporti di lavoro di Leclercq. Che tuttavia prova a derubricare il vecchio incontro con il presidente della commissione aggiudicatrice: l’architetto parigino ha scritto alla Regione spiegando di non aver «alcun rapporto di lavoro né partnership commerciali e di progetto regolari» con Mimram. I rapporti contestati dalla Regione - ha spiegato Leclercq - riguardano una vecchia collaborazione a un progetto già terminato al momento della gara della Regione.

Da qui la richiesta al Tar di riammettere lo studio francese e quindi la Tekne. E nell’attesa di sospendere la graduatoria rivista dalla Regione. Quest’ultima tra l’altro ha escluso anche lo studio che si era classificato secondo e quello giunto quarto. E anche questi si stanno rivolgendo al Tar.

Alla Regione sono pronti alla sfida giudiziaria: «Abbiamo già inviato all’Avvocatura dello Stato le nostre deduzioni per preparare la difesa - ha detto ieri Antonino Leone, capo del Genio Civile di Enna e responsabile del procedimento -. In ogni caso anche la nuova graduatoria è provvisoria perché stiamo facendo le verifiche sul nuovo gruppo vincitore. È chiaro che questa vicenda rallenterà parecchio la realizzazione anche del solo progetto definitivo».

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