PALERMO

Direttive di Salvini, Orlando sul piede di guerra: "Pronto a rivolgermi al Tar e alla Corte dell'Aja"

Leoluca Orlando è sul piede di guerra dopo la direttiva per le città firmata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Qualora la prefetta di Palermo si dovesse adeguare alla direttiva del ministro dell'Interno adirò al Tribunale amministrativo sulle cosiddette zone rosse - commenta Orlando che oggi ha convocato una conferenza stampa sull'argomento -. Questo è un segno dell'involuzione politica di questo ministro, si parla di caccia ai balordi, mi chiedo qual è l'espressione giuridica".

Nel mirino dell'ultima direttiva ci sono i infatti i "balordi", che vanno allontanati creando 'zone rosse'. Salvini ha deciso di ricorrere ancora ad uno strumento - quello della direttiva appunto - che non richiede l'ok del Consiglio dei ministri e, dunque, mediazioni con gli alleati di governo. Nei giorni scorsi il ministro aveva invece firmato la direttiva per il mare.

"Siamo in presenza di un disegno eversivo del ministro dell'Interno. Presenterò un esposto alla Corte di giustizia dell'Aja per violazione dei diritti umani; l'avevo presentato un anno e mezzo fa, lo rifarò arricchendolo di nuovi elementi". Assieme a Orlando la portavoce di Mare Jonio Alessandra Sciurba e i legali che hanno raccolto in un audio-video le comunicazioni intercorse tra la Guardia Costiera italiana e quella libica il 18 marzo scorso.

"A bordo della Mare Jonio è arrivata una notifica 'ad navem' destinata al nostro comandante da parte del ministero dell'Interno, provvedimento singolare. Ci si dice di non reiterare condotte illegali, questo apre profili diffamatori per i quali potremmo agire a breve; sono illazioni", dice Alessandra Sciurba.
"Stiamo ragionando su come rispondere con lo stile e il linguaggio che ci caratterizza anche in termini legali rispetto alle disposizioni che ci vengono comunicate - aggiunge la portavoce -. Certamente non abbiamo alcun problema a essere in mare, rispettando i diritti. Invece abbiamo grandi difficoltà a considerare la Libia legittimata a operare in zona Sar".

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