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Bilanci comunali, a Palermo è duello con la Corte dei Conti

Tra i dubbi sollevati lo scostamento non giustificato nel 2013 del volume dei pignoramenti: 10 milioni. Il nodo delle aziende

PALERMO. Disallineamenti, debiti fuori bilancio, pignoramenti, accantonamenti, mutui, aziende mangiasoldi. Un duello tecnico sui conti del Comune, un botta e risposta in punta di regolamenti di contabilità e leggi sugli enti locali.

Il «processo» è andato in scena ieri mattina nell’aula delle adunanze della Corte dei Conti per quella che è l’annuale verifica sui bilanci di Palazzo delle Aquile e sui correttivi adottati sulla base delle indicazioni fornite in precedenza dai magistrati contabili. Ha presieduto Maurizio Graffeo, primo referendario Francesco Albo, consigliere Licia Centro. A controbattere per conto di Palazzo delle Aquile c’era l’assessore al Bilancio, Luciano Abbonato, assistito dal capo di gabinetto, Sergio Pollicita, la ragioniera generale, Carmela Agnello, e il dirigente del settore Tributi Leonardo Brucato.

In sostanza, si è discusso su almeno trenta osservazioni che la Corte aveva presentato nell’ordinanza e su cui il Comune ha risposto con una relazione. Ieri è stata l’occasione di chiedere chiarimenti prima della riunione inc maera di consiglio della corte. Una delle criticità evidenziate riguarda il volume dei pignoramenti subiti nel 2013 pari a 10 milioni «un aumento rispetto al 2012 che non trova corrispondenza fra i dati di tesoreria e gli atti effettivamente notificati», ha rilevato Francesco Albo. Su questo punto, la controparte non è stata in condizione di chiarire la contraddizione.

La Agnello ha solo fatto presente le «difficoltà dei rapporti col tesoriere (la Bnl, ndr) che ha accentrato a Roma i rapporti con gli enti».

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