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Tornano i piatti della tradizione. Omaggio al sugo di una volta

Lunedì prossimo la degustazione gratuita di pasta preparata secondo l’antica ricetta delle nonne. Non mancheranno i calici di vino locale

Il Carnevale di Casteldaccia è una festa che coinvolge non solo l’aspetto ludico e sociale, ma anche quello gastronomico, con piatti e dolci che raccontano una storia di tradizione e cultura. Ogni piatto, ogni dolce, rappresenta un momento di condivisione, di celebrazione della famiglia e della comunità, e del piacere di gustare insieme ciò che la terra offre. Casteldaccia vanta un'antica tradizione legata alla produzione dolciaria, che oggi continua a prosperare grazie alla presenza di numerosi artigiani di grande qualità. I legami con la gastronomia sono profondi e storici, radicati nella cultura del territorio. In estate, per esempio, i fichi vengono essiccati al sole per poi essere utilizzati nella preparazione dei buccellati, un dolce tipico della zona. Le bucce delle arance vengono candite per preparare la cassata, un altro piatto simbolo della pasticceria siciliana.

Il Carnevale di Casteldaccia, come in molte altre zone della Sicilia, ha una stretta connessione con la gastronomia. Etimologicamente, la parola «carnevale» preannuncia l'inizio della Quaresima, un periodo di digiuno e austerità, per cui la festa precede una dieta più ferrea. Questo è il momento giusto per consumare piatti ricchi di calorie, proteine e grassi, perfetti per affrontare il rigore della Quaresima. I piatti tipici di Carnevale, infatti, sono particolarmente ipercalorici, e sono legati a una tradizione gastronomica che invita a godere dei piaceri della tavola prima dell'inizio del periodo di penitenza. A Carnevale, la trasgressione gastronomica è non solo permessa, ma anche benvenuta, e molti dei piatti più amati della festa sono dolci che si trovano solo in questo periodo. La tradizione vuole che si pecchi a tavola, prima di tornare a una dieta più rigorosa con l'arrivo delle belle giornate primaverili.

Così, la cucina del Carnevale è un tripudio di golosità, con dolci e piatti che si consumano ancora oggi secondo la tradizione. Uno dei piatti più rappresentativi della festa sono i «maccarruna cu sucu», preparato ancora oggi come una volta dalle nonne «nta maidda» (una grande vasca di legno). Si tratta di un piatto unico, che comprende i maccheroni al sugo di salsiccia e cotenne. I maccheroni venivano fatti in casa e lasciati riposare tutta la notte per poi essere cotti con un ricco ragù di salsiccia, talvolta arricchito con ricotta fresca. Questo piatto, tradizionalmente consumato durante il Carnevale, rappresenta un momento di unione familiare, ed è apprezzato sia dalle famiglie ricche che da quelle più povere, in quanto simbolo di abbondanza e convivialità. Il Carnevale, quindi, non è solo una festa di scherzi e divertimento, ma anche un trionfo della gola, dove è possibile indulgere in piccole trasgressioni gastronomiche. I piatti tipici del Carnevale di Casteldaccia sono ancora oggi preparati secondo tradizione, e molti di essi sono legati a ricette antiche che si tramandano di generazione in generazione. Nel secolo scorso, l’attesa del Carnevale era un momento di grande fermento per le famiglie, che iniziavano a preparare costumi e danze con largo anticipo, organizzando inviti e rendendo ogni dettaglio della festa un’occasione di socializzazione e allegria.

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