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Sicilia tropicale, tra cambiamento climatico e opportunità: a Balestrate approda Tropicalia

Se il cambiamento climatico è una minaccia che preoccupa gli agricoltori di tutto il mondo, in Sicilia si guarda alla questione anche come a una possibile opportunità. Un concetto che può sembrare paradossale, ma che è stato al centro del convegno inaugurale di Tropicalia, la manifestazione dedicata ai frutti tropicali che, fino a oggi, domenica 31 agosto trasforma Balestrate nella capitale del mango e delle colture esotiche. Il dibattito, intitolato “Sicilia tropicale e nuove opportunità di sviluppo”, si è aperto con l’intervento del sindaco di Balestrate, Vito Rizzo, e ha visto la partecipazione di Vittorio Farina, docente di frutticoltura tropicale all’Università di Palermo. «La frutta tropicale – ha spiegato Farina – intercetta una domanda crescente di alimenti salutistici, innovativi e di alta qualità, capaci di soddisfare il consumatore moderno, attento al benessere e alla sostenibilità. La Sicilia si è ormai affermata come principale produttrice italiana, con oltre il 90% delle coltivazioni nazionali di mango, avocado e papaya».

Il potenziale e i limiti del settore

La coltivazione di frutti tropicali nell’Isola risale agli anni Ottanta e oggi coinvolge decine di aziende, concentrate soprattutto nella fascia costiera settentrionale. Tuttavia, il settore resta frammentato. «Le imprese sono per lo più di piccole dimensioni, spesso prive di certificazioni di qualità e strategie di marketing adeguate – ha aggiunto Farina –. Questo limita la loro competitività, sia sul mercato interno sia su quello internazionale».

A sostegno della filiera è intervenuto anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo: «Eventi come Tropicalia sono fondamentali: accendono i riflettori sul territorio e danno strumenti e opportunità ai giovani imprenditori. La strada tracciata è quella giusta».

Sfide e opportunità del cambiamento climatico

Negli ultimi anni fenomeni un tempo eccezionali – sciroccate, grandinate, ondate di calore estreme – si stanno intensificando, insieme alla diffusione di nuovi parassiti. In questo scenario, la ricerca e le tecniche innovative diventano decisive. Coperture frangivento, serre e reti multifunzionali hanno permesso di proteggere colture come il mango, che soffre temperature inferiori ai 4 gradi.

Tra i frutti più promettenti c’è l’avocado, definito “oro verde”: se in Messico la sua produzione è associata a deforestazione e sfruttamento intensivo delle risorse idriche, in Sicilia può diventare un modello sostenibile. Anche la papaya e il lychee, che raggiunge in Sicilia livelli di eccellenza e prezzi fino a 12 euro al chilo, testimoniano la vocazione tropicale dell’Isola.

La festa dei frutti tropicali

Tropicalia è giunta alla sua quinta edizione e propone degustazioni, cooking show, masterclass e visite nei campi. Tra i momenti più attesi, venerdì 30 agosto le masterclass “Tropicali da bere” e “Dolci tropicali”, accompagnate da musica itinerante; domenica 31 agosto il gran finale con il Carnevale d’estate, tra carri allegorici, spettacoli e musica live.

L’evento, promosso dal Comune di Balestrate insieme alla Pro Loco, alla cooperativa Terre delle Balestrate e all’associazione III Millennio, con il patrocinio dell’Università di Palermo e il contributo della Regione Siciliana, punta a rafforzare il legame tra ricerca scientifica, promozione agricola e comunità locale, trasformando i frutti tropicali in un vero motore di sviluppo per la Sicilia.

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