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Autostrade e statali, fondi per lavori su Palermo-Mazara e Caltanissetta-Gela

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Palermo, Economia
L'incendio della galleria Telegrafo

Pioggia di fondi per la sicurezza sulle strade gestite dall’Anas, con 1,7 miliardi di euro per 25 bandi di gara. Anche la Sicilia avrà la sua fetta, con i lavori previsti sulla A29 Palermo-Mazara del Vallo e sulla A19 Palermo -Catania. Si tratta di interventi per il potenziamento e la manutenzione programmata della rete anche attraverso nuove tecnologie nell’ottica di innalzare sempre di più gli standard di sicurezza, migliorare l’efficienza e il comfort di guida. Un bando, come detto, in regime di accordo quadro, riguarda il risanamento e potenziamento delle autostrade della A19 e della A29, per un importo complessivo di 250 milioni di euro.

Non solo: c’è anche un progetto di completamento dell’itinerario stradale della SS626 della Valle del Sosio, nota anche come scorrimento veloce Caltanissetta-Gela, che comprende pure il servizio di monitoraggio geotecnico in corso d’opera, dal km. 27,800 al km. 39,000 del valore complessivo di oltre 19,8 milioni di euro. Un bando anche per la fornitura di 10 ponti mobili sviluppabili (by bridge), di cui cinque installati su autocarri a due assi con estensione minima di 15 metri e cinque installati su autocarri a tre assi con estensione minima di 17 metri, per un valore complessivo di 6 milioni di euro. In Sicilia anche un lotto per l’assistenza tecnico-amministrativa al responsabile del procedimento e all’ufficio della direzione lavori per l’esecuzione di interventi di manutenzione programmata del valore complessivo di 70 milioni di euro (in totale 16 lotti).

A proposito di autostrada, la riapertura della galleria Telegrafo sulla Messina-Palermo, chiusa (solo in direzione Palermo) dopo l’incendio di un camion il 24 dicembre scorso, slitterà all’anno nuovo. Probabilmente alla seconda settimana. In base alle prime analisi da parte dei tecnici del consorzio Autostrade Siciliane (la società che gestisce l’A20), dovrebbero infatti servire circa 14 giorni per il ripristino di quella parte della galleria danneggiata dal rogo. A riferirlo è il direttore generale del consorzio Salvatore Minaldi che ha effettuato un sopralluogo nella zona dell’incidente. Nella galleria sono al lavoro con turni 24 ore su 24 i tecnici della ditta incaricata del ripristino.

La situazione del traffico sulla statale 113 (usata da Messina fino a Rometta, dove si può riprendere l’autostrada in direzione Palermo) continua ad essere quantomeno caotica, per la grossa mole di traffico. Nel frattempo, si scatena la polemica. L’incendio del tir all’interno della galleria «potrebbe solo apparentemente considerarsi un casuale incidente. Ma così non è per chi conosce la recente storia di questa tratta autostradale», dice Michele Barresi, segretario generale della Uiltrasporti, che ricorda come appena un anno fa l’ispettore inviato dal ministero delle Infrastrutture, a seguito di indagini e verifiche su gallerie e viadotti della A20, segnalava in una corposa relazione le pessime condizioni della galleria Telegrafo. Nelle 47 pagine consegnate il 21 marzo 2021, l’ispettore intimava al Cas, concessionario del ministero, una serie di interventi definiti «urgenti e indifferibili». A pagina 19 di quel documento, l’ispettore scriveva testualmente che senza quegli interventi «per la galleria ispezionata non sussistono le condizioni per poter garantire il transito della circolazione autostradale in sicurezza».

La situazione appariva talmente grave che il primo provvedimento richiesto era «interdire la circolazione autostradale fino alla risoluzione di tutte le problematiche segnalate». Molte delle criticità rilevate riguardavano la calotta e il manto stradale. Uiltrasporti ricorda anche che lo stesso ispettore del Mit, in un’intervista subito dopo un analogo episodio avvenuto all’interno della galleria Telegrafo, quando un’auto prese fuoco provocando anche in quel caso disagi, sollecitò interventi immediati. In quell’occasione dichiarò: «La galleria Telegrafo andava chiusa già a marzo 2021. Figuriamoci dopo un incendio che, nella migliore delle ipotesi, ha cotto i materiali di rivestimento del tunnel. Dopo un incendio di quel tipo, l’urgenza di chiudere si amplifica inevitabilmente».
Parole che per il sindacato di categoria «risuonano più che mai attuali e che siamo convinti debbano avere la massima attenzione da parte degli organi competenti affinché si verifichi quali siano stati gli interventi svolti dal Consorzio in questo lasso di tempo trascorso.

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