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Palermo, vertenza Almaviva: 53 rifiutano l’assunzione a Covisian, sale la preoccupazione fra i sindacati

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Hanno detto no all’assunzione per restare a casa in cassa integrazione: sono 53 dei primi 136 operatori di Almaviva che avrebbero dovuto firmare la lettera di dimissioni per passare a Covisian. L’accordo, firmato il 16 giugno scorso, nell’ambito della vertenza per la gestione del servizio clienti di Ita Airways prevede che la compagnia aerea si faccia carico nel suo Customer Care interno di 200 persone mentre il call center aveva accettato di far rientrare nel proprio organico in totale 305 lavoratori, professionalità che vorrebbe mettere a disposizione dei propri clienti. Per i primi 136 ex Almaviva la data di ingresso in Covisian era stata fissata per il primo luglio ma a sorpresa durante l’incontro per la conciliazione non si sono presentati in 53, 50 dei quali impegnati negli uffici in città e tre nella sede di Rende.

Una rinuncia che rischia di trasformarsi in un boomerang dalle conseguenze drammatiche per il settore che in città conta migliaia di addetti. Da un lato, infatti, Almaviva - che ha perso molte commesse e sembra volersi via via disimpegnare - non ha nessuna intenzione di utilizzare il personale che quindi rimarrà a casa ricevendo gli ammortizzatori sociali a zero ore. Dall’altro i lavoratori continueranno a percepire l’indennità senza doversi recare in azienda rischiando però di trovarsi a febbraio, alla fine della cassa integrazione straordinaria, senza la possibilità di una ricollocazione e dunque esclusi dalla possibilità di usufruire della clausola sociale, la legge che consente la riassunzione automatica dal nuovo fornitore nel caso del cambio di appalto.

La preoccupazione dei sindacati, inoltre, è che possa crearsi un grave precedente dando vita così ad una situazione analoga anche nei prossimi mesi quando dovrebbe avvenire il trasferimento a Covisian degli altri 169 ex Almaviva, 85 a settembre e gli ultimi 84 a gennaio del prossimo anno. Ulteriori segnali di allarme riguardano circa 500 operatori, di cui 222 occupati nel Customer Care del numero verde 1500 del ministero della Salute e 290 che rispondono alle chiamate per Trenitalia: presto queste due commesse andranno a gara e Almaviva potrebbe acuire la sua crisi se dovessero sfuggirle anche questi altri due importanti partner commerciali.

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