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Da Panormedil un plauso al nuovo contratto: «Si punta su sicurezza e formazione»

Palermo, Economia
Il presidente e il vice presidente della Panormedil, Mario Puglisi e Piero Ceraolo

«Accogliamo con grande soddisfazione il rinnovo del contratto nazionale degli edili perché oltre agli aumenti salariali prevede alcune misure che puntano al potenziamento della sicurezza e della formazione». Lo dicono, in una nota congiunta, il presidente e il vice presidente della Panormedil, Mario Puglisi e Piero Ceraolo, che aggiungono: «È stata infatti prevista a partire da ottobre 2022 una specifica aliquota contributiva pari allo 0,20 che sarà destinata al fondo territoriale per la qualificazione del settore formazione e all'incremento delle competenze professionali dei lavoratori».

Panormedil mostra di essere particolarmente interessata alla crescita professionale degli operatori del settore. «Si punta a valorizzare la formazione professionale - prosegue la nota - e quindi il contratto si concilia perfettamente con l'esigenza di potenziare il numero di lavoratori con competenze specifiche adeguate, di cui purtroppo in questo momento di exploit di cantieri legato al Superbonus si riscontra la carenza. È certamente positivo inoltre - aggiungono i due dirigenti di Panormedil - che sia equamente distribuito il contributo destinato alla formazione e alla sicurezza».

Panormedil pone l’accento in particolare su una «novità di importanza fondamentale, ovvero che sarà previsto un meccanismo che prevede lo scatto automatico dal primo al secondo livello di questi lavoratori che hanno anzianità certificata di trentasei mesi nel sistema delle casse edili, di cui dodici con lo stesso datore di lavoro, così come lo scatto dal secondo al terzo livello per quei lavoratori che hanno anzianità di quarantotto mesi, previa però la frequenza di un corso professionalizzante indetto dalla scuola edile. Sono tutte misure che ci permetteranno di combattere il fenomeno molto diffuso del sottoinquadramento in maniera decisiva. Si formerà un bacino di lavoratori adeguatamente formati, con competenze specifiche che permetteranno loro maggiori guadagni economici. Come scuola edile - concludono Puglisi e Ceraolo - siamo pronti a fare sempre la nostra parte al servizio della formazione in maniera strategica e ribadiamo la necessità di allargare la nostra presenza nel territorio con l'individuazione di strutture che diano spazio alla formazione, anche chiedendo l'uso sociale di beni confiscati per svolgere corsi professionalizzanti. E a tal proposito infatti abbiamo già inoltrato all'assessorato comunale al Patrimonio una richiesta di partenariato per partecipare al bando del Pnrr per l'utilizzo dei beni confiscati».

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